La svolta per i lavoratori della Answers è sempre più vicina. Ieri, il presidente e fondatore della Call&cCall Holding Umberto Costamagna ha incontrato i lavoratori, formalizzando il suo interesse a rilevare il call center di Sant’Agostino. E anche se in questo momento prevale la cautela è vero che ci sono margini per pensare che la trattativa sia sulla strada buona e, salvo ostacoli dell’ultima ora, la Befana porterà il regalo più atteso per la Answers. Anche, perché, l’impresa che si profila è di quelle solide: la holding di Cinisello Balsamo è capogruppo di un network di call e contact center diffusi su tutto il territorio nazionale che opera nel settore dell’outsourcing dei servizi e conta un organico di oltre 2mila persone. Presidente, allora la svolta è vicina. «La cosa importante è che abbiamo manifestato il nostro interesse anche alla proprietà oltre che alle istituzioni. Certo, la questione ancora è delicata, ma c’è sembrato di scorgere un segnale di interesse vero nella proprietà, non a caso ho deciso di venire qui a metterci la faccia, per far sì che l’esperienza positiva di Pistoia continui, questo è un call center di eccellenze e di commesse importanti». Insomma, la cosa è fatta. «No, e non vogliamo nemmeno darla per scontato, ma da parte nostra siamo pronti a lavorarci anche per Capodanno e la Befana, se occorre». Ma se andrà in porto quali saranno le prospettive per il call center di Sant’Agostino? «È nostra intenzione partire alla grande, intanto è bene si sappia che non faremo tagli all’occupazione e, poi, in prospettiva, vorremmo valorizzare una squadra che fino a pochi mesi fa era vincente, magari alimentando la struttura con nuove commesse. È chiaro che non ci accolleremo debiti che non sono nostri, detto questo pensiamo a un futuro di potenziamento e di sviluppo». Quali sono i tempi di questa operazione, considerato che la vertenza è nelle mani della magistratura? «Non credo che dovremmo aspettare molto anche perché c’è sembrato di cogliere una convergenza dall’altra parte a fare velocemente, penso che potrebbe essere fattibile nel mese di gennaio. Anche perché, se dovessimo arrivare a un accordo per un affitto di ramo d’azienda, la questione del commissariamento potrebbe essere superata». Qual è in questo momento la salute del settore? «L’anno scorso è cresciuto dell’11%, nel 2009 del 4% e nel 2010 del 10%. Se si pensa che le percentuali erano sempre a due cifre, se ne deduce che anche qui la crisi si è sentita, però nel complesso il settore ha tenuto. Il problema è la marginalità dei ricavi a causa del costo della manodopera che incide anche per l’80% e l’Irap non è d’aiuto per aziende numerose come la nostra».
fonte: http://cerca.unita.it/data/PDF0114/PDF0114/text49/fork/ref/09365snl.HTM
31 dicembre 2009 pubblicato nell’edizione di Firenze (pagina 46)
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