Anche le elezioni della Rsu di Call & Call Pistoia sono passate. Un momento atteso, un’altro tassello della normalizzazione aziendale che va a posto. Una verifica di quello che è successo negli ultimi mesi, che per alcuni non doveva avvenire e per altri doveva essere portato avanti in modo diverso.
Il tutto si e’ svolto come in una manifestazione sportiva, amatoriale. La giusta attesa da parte di tutti, toni e commenti pacati, momenti di condivisione. Non poteva e non doveva essere che così, quando si hanno idee diverse ma un destino comune. Volenti o nolenti siamo tutti lavoratori con le solite problematiche, e forse il solito futuro, quale sia il credo e l’orientamento.
Come in una manifestazione che si rispetti quello che conta sono quattro fattori: arbitro, pronostico, formazioni schierate, preparazione o approccio all’evento.
In questo torneo l’arbitro era sopra le parti, integerrimo, il Collina della situazione. Ininfluente ma garante del risultato.
Il pronostico: schiacciante. La massiccia partecipazione degli elettori è stata una conferma, ove necessario, dell’apprezzamento di RSU uscente, CGIL, Assemblea Permanente, fiducia in Call & Call ……..
Le formazioni. Squadra vincente non si cambia e la CGIL non lo ha fatto. Inserendo elementi ugualmente collaudati. Una preparazione accurata, assemblee con una vasta partecipazione degli iscritti, elezioni primarie per decidere i candidati, una continua presenza. Il risultato: la schiacciante conferma di Irene, Marila e Matteo, l’ apprezzamento per Alessandro e per Rosi. Il candidato sottostimato dalle preferenze, sicuramente Giovanni. La vittoria schiacciante e l’elezione di Rosi la dicono lunga sullo “sconteto” degli ex Tim.
Il CUB ha fatto la scelta “coraggiosa” di puntare su un candidato sicuramente preparato come Gianluca, ma probabilmente lontano dal percorso culturale e politico degli iscritti e simpatizzanti della lista. Con il risultato, probabilmente, di aver portato diversi voti personali ma di averne fatti perdere altri, sicuri, agli altri candidati. Anche la scelta elettorale di una contestazione delle scelte aziendali forse non e’ stata “capita” dagli elettori: quasi una lotta di classe sulle modalità di rientro al lavoro dei dipendenti. Ma perchè se l’Azienda non ha diritto al suo “libero arbitrio” ora, non era stata fatta questa contestazione anche all’ “azienda” nel maggio 2009? I segreti delle campagne elettorali……
La CISL. Il mantenere le proprie idee a volte non paga. Una analisi a posteriori avrebbe forse dovuto far cambiare il punto di vista su alcune scelte passate. Così non è stato e le elezioni si sono trasformate anche in un referendum: quasi il 90% dei votanti (CGIL e CUB) ha detto SI, l’Assemblea Permanente e’ stata la scelta giusta. Oltre alla elezione di Jonathan è da apprezzare il risultato di Antonio: coerenza e chiarezza sono sempre apprezzate, quale sia il contesto.
L’ unica nota negativa di queste elezioni: un triste commento, e per di piu’ da parte di una candidata. Darle una risposta, non merita. Solo un piccolo dubbio: ma se a tre sue “amiche” è piaciuto il suo commento e poi neanche loro l’ hanno votata: ma che amiche ha? o meglio, lei, che amica è?
Ciao, Armando
Alcuni approfondimenti - per far decadere un reato penale, diffamazione, con aggravante (il mezzo usato), non basta cancellarsi dagli amici, bisogna aspettare che il reato si prescriva. Facebook e’ come un tatuaggio, una volta fatto qualcosa rimane. Anche se cancellato, rimane negli archivi di Fb, a disposizione ad esempio, della polizia postale. E cmq basta fare una stampa della pagina, prima che si cerci di cancellare il misfatto. La Costituzione, certo, ma rispettando qualche regoletta e magari gli altri. Una pagina aperta a 160 amici non e’ una scritta su un diario personale, e’ un murales.
La cosa migliore: chiedere scusa, siamo solo 498.