Alla sede di Locri della Call & Call di Umberto Costamagna, presidente di Assocontact, l’Associazione Nazionale dei Contact Center in Outsourcing, sono state assunte, nel novembre 2008, 254 persone con contratto a tempo indeterminato. Locri, Calabria, profondo Sud; Il call center, luogo della precarietà per antonomasia.
“Come altre regioni del Mezzogiorno, grazie a finanziamenti Ue, la Calabria ha erogato bandi per la regolarizzazione dei lavoratori a progetto destinati ad imprese che li assumano per almeno tre anni; noi li abbiamo assunti a tempo indeterminato, e da novembre a marzo abbiamo concluso il progetto formativo previsto, corsi sulla sicurezza compresi. Le 254 persone inserite erano già co.co.pro., collaboratori a progetto di Call & Call. “I finanziamenti arrivano fino a 15mila euro per un’assunzione full time – spiega Costamagna –, e tutte le domande devono essere verificate dalla Regione, alla quale l’impresa richiedente concede una fideiussione con il 100% dell’importo per evitare che si possa intascare il finanziamento prima di aver ottemperato a tutti i suoi obblighi”. Certo, si tratta di un bell’incentivo per convincere le aziende a stabilizzare gli atipici, ma Costamagna non lo ritiene un fattore determinante. “In questo caso c’erano i finanziamenti della Regione, ma a Castrano, in provincia di Lecce, ho assunto senza finanziamenti perché per le attività inbound dobbiamo contare su personale stabile: l’affidabilità e la professionalità dei dipendenti è l’aspetto più importante di questo business”.
I giovani assunti hanno un’età media di 32 anni, l’87% è diplomato, il 12% laureato e solo l’1% ha la licenza media. La percentuale di donne del 72% non deve stupire, considerato il tipo di impiego: “per l’help desk di solito si scelgono uomini, mentre per il telemarketing il potenziale cliente preferisce una voce femminile”. Parliamo proprio di quelle ragazze che chiamano a casa all’ora di pranzo per offrire un abbonamento o un servizio. Costamagna offre la sua lettura: “Il telemarketing non è molestia telefonica, ma un canale di vendita in cui si sono sviluppati interi settori dell’economia “. Il 50% del fatturato del telemarketing deriva dalle telecomunicazioni, segue il credito al consumo, le assicurazioni e le pubbliche amministrazioni, che sempre di più se ne servono per erogare servizi ai cittadini. E poi ci sono i numeri verdi delle Asl, i numeri per comprare biglietti aerei, ferroviari, rivolti prevalentemente a quel target di popolazione che non usa internet, o che per risolvere un problema ha bisogno della consulenza di un operatore che lo guidi nei passaggi online. Un settore dai margini di sviluppo ancora molto ampi: “Oggi si parla di contact center, non più di call center – precisa il presidente di Call & Call – poiché vengono gestiti servizi di messaggistica, mailing list, chat, e alcuni servizi consentono di vedere l’operatore con una webcam.” Non tutti i call center , per fortuna, sono come quello descritto in “Tutta la vita davanti”: “il mondo deve sapere”, per riprendere il titolo del libro da cui è stato tratto il film.
Autore: Fabrizio Buratto
Fonte: http://job24.ilsole24ore.com/news/Articoli/2009/aprile/giovaniecrisi-calabresi-21042009.php?uuid=5021d664-2dc3-11de-bf43-2ea9a6202a14&DocRulesView=Libero
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