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Altre settantacinque assunzioni a tempo indeterminato per la società di call center Call & Call. Dall’inizio del 2010 l’azienda spezzina ha aumentato il personale di unità e oggi conta 950 occupati dei quali 750 assunti a tempo indeterminato. Umberto Costamagna, presidente e fondatore del Gruppo Call & Call, ha presentato oggi alla stampa la crescita della sede spezzina che gestisce il «Centro di eccellenza ENEL della relazione con il cliente». La sola commessa Enel, nella sede spezzina, impiega 750 persone che gestiscono fino a ventimila chiamate al giorno.

Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/la_spezia/2010/02/12/AMl145MD-altre_assunzioni_center.shtml

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Call & Call presenta il piano al giudice. Affinchè l’affare vada a buon fine, occorre la disponibilità dell’attuale proprietà che vuole il concordato.

Pistoia, 3 febbraio 2010 – «Signor giudice, per me quest’attività può trasformarsi in un buon business. Ecco qua la mia proposta per l’affitto del ramo d’azienda: sono pronto a far ripartire il lavoro da subito». E’ nell’aula di San Mercuriale fra legali di Answers e Cgil l’imprenditore spezzino-milanese, Umberto Costamagna quando nell’udienza di ieri mattina, formalizza la manifestazione di interesse per il maggiore call center di Pistoia al presidente del Tribunale, Raffaele D’Amora.

Accolto a mo’ di salvatore da qualcuno dei lavoratori assiepati fuori dal palazzo con bandiere e striscioni, il presidente della «Call&call holding» di Milano che a fine dicembre si era già presentato a maestranze e rappresentanti istituzionali, porta una ventata d’ottimismo e poco più tardi dispensa dichiarazioni. Parla di «spiragli di luce» e di una trattativa con i proprietari del gruppo Omega-Phonemedia, che «a breve potrebbe andare a buon fine».

Per tornare a discutere dell’istanza di fallimento presentata da sindacati e Inps, il Tribunale ha fissato un’udienza di intermedia il 24 febbraio, ma Costamagna conta addirittura di poter anticipare i tempi. «Fra un paio di giorni sarò a Roma per alcune verifiche, dopodichè, probabilmente entro il 16 febbraio, fornirò i dettagli della mia offerta. Se tutto, come credo, procederà senza intoppi, credo che sarà possibile riprendere le attività dal 22 febbraio», scandisce i tempi il presidente e fondatore di un gruppo attivo nel settore call center, che conta circa 2 mila addetti e 8 sedi sparse per tutta Italia.

Affinchè l’affare vada a buon fine, occorre la disponibilità dell’attuale proprietà ma pur con tutte le cautele del caso, i sindacati confermano che la volontà del gruppo Omega è quella di «presentare istanza di concordato preventivo, nonchè di affittare e successivamente cedere» Answers a Call&call. Ma quali sarebbero le prospettive per i lavoratori dallo scorso agosto senza stipendio, nè ammortizzatori sociali? «La mia idea — risponde Costamagna — è di farmi carico di tutti i dipendenti. Tutto sarà funzione delle commesse ancora disponibili: lavoreranno quelli necessari per soddisfarle, mentre per tutti gli altri verrà avviata una discussione coi sindacati. Ma con il tempo — precisa — ho intenzione di ripartire a pieno regime con tutti gli addetti in forza al call center. Anche per questo chiederò alle istituzioni pistoiesi di fare la propria parte per sollecitare i clienti».

Simone Trinci

Fonte: La Nazione Pistoia – http://lanazione.ilsole24ore.com/pistoia/cronaca/2010/02/03/288467-answers_offerta.shtml

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La svolta per i lavoratori della Answers è sempre più vicina. Ieri, il presidente e fondatore della Call&cCall Holding Umberto Costamagna ha incontrato i lavoratori, formalizzando il suo interesse a rilevare il call center di Sant’Agostino. E anche se in questo momento prevale la cautela è vero che ci sono margini per pensare che la trattativa sia sulla strada buona e, salvo ostacoli dell’ultima ora, la Befana porterà il regalo più atteso per la Answers. Anche, perché, l’impresa che si profila è di quelle solide: la holding di Cinisello Balsamo è capogruppo di un network di call e contact center diffusi su tutto il territorio nazionale che opera nel settore dell’outsourcing dei servizi e conta un organico di oltre 2mila persone. Presidente, allora la svolta è vicina. «La cosa importante è che abbiamo manifestato il nostro interesse anche alla proprietà oltre che alle istituzioni. Certo, la questione ancora è delicata, ma c’è sembrato di scorgere un segnale di interesse vero nella proprietà, non a caso ho deciso di venire qui a metterci la faccia, per far sì che l’esperienza positiva di Pistoia continui, questo è un call center di eccellenze e di commesse importanti». Insomma, la cosa è fatta. «No, e non vogliamo nemmeno darla per scontato, ma da parte nostra siamo pronti a lavorarci anche per Capodanno e la Befana, se occorre». Ma se andrà in porto quali saranno le prospettive per il call center di Sant’Agostino? «È nostra intenzione partire alla grande, intanto è bene si sappia che non faremo tagli all’occupazione e, poi, in prospettiva, vorremmo valorizzare una squadra che fino a pochi mesi fa era vincente, magari alimentando la struttura con nuove commesse. È chiaro che non ci accolleremo debiti che non sono nostri, detto questo pensiamo a un futuro di potenziamento e di sviluppo». Quali sono i tempi di questa operazione, considerato che la vertenza è nelle mani della magistratura? «Non credo che dovremmo aspettare molto anche perché c’è sembrato di cogliere una convergenza dall’altra parte a fare velocemente, penso che potrebbe essere fattibile nel mese di gennaio. Anche perché, se dovessimo arrivare a un accordo per un affitto di ramo d’azienda, la questione del commissariamento potrebbe essere superata». Qual è in questo momento la salute del settore? «L’anno scorso è cresciuto dell’11%, nel 2009 del 4% e nel 2010 del 10%. Se si pensa che le percentuali erano sempre a due cifre, se ne deduce che anche qui la crisi si è sentita, però nel complesso il settore ha tenuto. Il problema è la marginalità dei ricavi a causa del costo della manodopera che incide anche per l’80% e l’Irap non è d’aiuto per aziende numerose come la nostra».

fonte: http://cerca.unita.it/data/PDF0114/PDF0114/text49/fork/ref/09365snl.HTM

31 dicembre 2009 pubblicato nell’edizione di Firenze (pagina 46)

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La Spezia. Questa sera a Striscia la Notizia Umberto Costamagna, fondatore e Presidente del Gruppo CALL & CALL, sarà intervistato da “Capitan Ventosa”. Spiegherà l’esperienza che sarà
lanciata nelle prossime settimane fra i 2.000 dipendenti CALL & CALL di tutte le sedi, per risparmiare e affrontare in maniera equo e solidale i consumi.
“Call&Call- ha spiegato a CDS il responsabile del progetto Diego Di Canosa – ha creato un’associazione senza scopo di lucro che è ‘Call Friends’ con finalità di solidarietà verso i meno agiati. In questo momento di crisi economica, per dare una mano ai dipendenti, l’associazione, di cui i dipendenti sono soci, acquisterà prodotti di prima necessità direttamente dai produttori per poi rivenderli senza alcuni ricarico ai dipendenti che desidereranno acquistarli e lo faranno a prezzi di costo nostri. Viste le grandi quantità che acquisteremo potremo ottenere prezzi davvero convenienti acquistando direttamente dai produttori. In un primo momento acquisteremo beni di prima necessità, in futuro vorremmo acquistare anche prodotti a chilometri zero e dell’equo solidale”.

Fonte: http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cronaca/A-Striscia-la-Notizia-l-esperienza-di-55080.aspx
22.12.2009

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Alla sede di Locri della Call & Call di Umberto Costamagna, presidente di Assocontact, l’Associazione Nazionale dei Contact Center in Outsourcing, sono state assunte, nel novembre 2008, 254 persone con contratto a tempo indeterminato. Locri, Calabria, profondo Sud; Il call center, luogo della precarietà per antonomasia.

“Come altre regioni del Mezzogiorno, grazie a finanziamenti Ue, la Calabria ha erogato bandi per la regolarizzazione dei lavoratori a progetto destinati ad imprese che li assumano per almeno tre anni; noi li abbiamo assunti a tempo indeterminato, e da novembre a marzo abbiamo concluso il progetto formativo previsto, corsi sulla sicurezza compresi. Le 254 persone inserite erano già co.co.pro., collaboratori a progetto di Call & Call. “I finanziamenti arrivano fino a 15mila euro per un’assunzione full time – spiega Costamagna –, e tutte le domande devono essere verificate dalla Regione, alla quale l’impresa richiedente concede una fideiussione con il 100% dell’importo per evitare che si possa intascare il finanziamento prima di aver ottemperato a tutti i suoi obblighi”. Certo, si tratta di un bell’incentivo per convincere le aziende a stabilizzare gli atipici, ma Costamagna non lo ritiene un fattore determinante. “In questo caso c’erano i finanziamenti della Regione, ma a Castrano, in provincia di Lecce, ho assunto senza finanziamenti perché per le attività inbound dobbiamo contare su personale stabile: l’affidabilità e la professionalità dei dipendenti è l’aspetto più importante di questo business”.
I giovani assunti hanno un’età media di 32 anni, l’87% è diplomato, il 12% laureato e solo l’1% ha la licenza media. La percentuale di donne del 72% non deve stupire, considerato il tipo di impiego: “per l’help desk di solito si scelgono uomini, mentre per il telemarketing il potenziale cliente preferisce una voce femminile”. Parliamo proprio di quelle ragazze che chiamano a casa all’ora di pranzo per offrire un abbonamento o un servizio. Costamagna offre la sua lettura: “Il telemarketing non è molestia telefonica, ma un canale di vendita in cui si sono sviluppati interi settori dell’economia “. Il 50% del fatturato del telemarketing deriva dalle telecomunicazioni, segue il credito al consumo, le assicurazioni e le pubbliche amministrazioni, che sempre di più se ne servono per erogare servizi ai cittadini. E poi ci sono i numeri verdi delle Asl, i numeri per comprare biglietti aerei, ferroviari, rivolti prevalentemente a quel target di popolazione che non usa internet, o che per risolvere un problema ha bisogno della consulenza di un operatore che lo guidi nei passaggi online. Un settore dai margini di sviluppo ancora molto ampi: “Oggi si parla di contact center, non più di call center – precisa il presidente di Call & Call – poiché vengono gestiti servizi di messaggistica, mailing list, chat, e alcuni servizi consentono di vedere l’operatore con una webcam.” Non tutti i call center , per fortuna, sono come quello descritto in “Tutta la vita davanti”: “il mondo deve sapere”, per riprendere il titolo del libro da cui è stato tratto il film.
Autore: Fabrizio Buratto

Fonte: http://job24.ilsole24ore.com/news/Articoli/2009/aprile/giovaniecrisi-calabresi-21042009.php?uuid=5021d664-2dc3-11de-bf43-2ea9a6202a14&DocRulesView=Libero

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