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Lavorare in un call center: un modo per avere centinaia di amici.

Persone che incontri piu’ o meno spesso, a seconda dei turni, con cui condividi stipendio, problemi, speranze, centinaia di telefonate, e ogni tanto qualche battuta, una pacca sulle spalle, un saluto frettoloso.

Amici con cui condividi tanti momenti e emozioni, e spesso senza mai un dialogo.

Giovanni Branchetti, uno dei miei tanti amici di Call & Call Pistoia, incrociato centinaia di volte, lo apostrofo con “Giovanni….fosse colpa tua”.  Una frase che mi viene in mente appena lo vedo, senza un motivo. Il suo sorriso enigmatico, magari una mezza frase e il nostro dialogo è finito. Eppure lo considero un amico, non so nulla della sua vita e lui della mia mìa, ma siamo amici. Come tanti in Call & Call Pistoia.

Quando ho visto che Giovanni si era candidato nella lista CGIL alle elezioni RSU mi e’ venuto in mente un’immagine. Giovanni in riunione con la dirigenza e mi è venuto in mente ….”Giovanni……fosse colpa tua”.

Una frase con non vuole dire nulla, senza motivo, anche perchè non conosco Giovanni, eppure ho sorriso.

E allora conosciamo Giovanni. Niente di meglio di una videointervista.

Ed ecco un Giovanni che non ti aspetti. Perfettamente a suo agio sul divano rosso del “mio” studio, che a messo a disagio altri candidati. Tranquillo nelle sue esposizioni, preparato e fluido nel illustrarci l’attività e la qualità del back office di Pistoia.

E allora……….. “Giovanni………fosse colpa tua!….Sicuramente NO”.

Giovanni Brachetti l’intervista.

Ciao, Armando.

E vai, ci risiamo“, il commento che si ripeteva nel call center il 19.

Cosa era successo: al momento della partenza Call & Call Pistoia aveva erogato a tutti i dipendenti un anticipo di 400 euro. Cinque non ne avevano usufruito e agli altri era arrivato l’importo, che complessivamente raggiunge una cifra “importante”.

Questo grazie alla RSU e ovviamente alla disponibilità di Umberto Costamagna e dello staff aziendale. Con l’accordo della restituzione, in due trance, nella prime buste paga con massimo una settimana di CIG.

E arriviamo alla distribuzione delle buste di aprile, effettuata il 19 maggio. Detrazione indiscriminata della prima rata di 200 euro, anche a chi ha fatto due o tre settimane di Cassa.

Panico, commenti: dal soft  ”almeno ci potevano avvisare” a “e vai ci risiamo”. Protestiamo, scioperiamo: vecchi fantasmi e tristi scenari che subito tornano a galla.

E il 20 mi arriva il messaggio sul cellulare che è pervenuto   il bonifico, con la triste conferma della mancanza dei 200 euro.  Si, la “mia banca è differente” e mi informa in tempo reale dei movimenti del conto.

Ma intanto, senza perdere la testa, razionalmente la RSU contattava la Dirigenza e chiarito il problema, un semplice errore, veniva garantita la soluzione.

E il 21 mi arriva il messaggio dell’accredito dei 200 euro,…… “ questa Azienda è differente“.

La morale: per conoscere bene una persona o un’azienda, devi vedere come rimedia a un errore.

Ciao e a presto, Armando.

Di mamma c’è ne è una sola. Non sempre è vero. In Call & Call le mamme sono tante, come in tutti i call center d’ Italia. Con le loro ansie, le loro speranze, le loro preoccupazioni: non per loro, ma per i figli.

A Pistoia l’emblema delle mamme e’ Rosa Macaluso. Fragile, indifesa, spesso smarrita. Ma, come tutte le mamme, con la grinta e il coraggio di una leonessa, quando la prole e’ in “pericolo”.

E per Rosa la prole non e’ costituita solo dal piccolo o grande (a seconda dei punti di vista) Leonardo. Ma da tutti i colleghi e colleghe, vittime, come lei del  ”pericolo”, che sia Phonemedia o la crisi del settore callcenter. Pronta all’occorrenza a marciare per le strade d’Italia, a parlare in una sala gremita, senza preoccuparsi se si trova in mezzo a lavoratori, giornalisti o parlamentari.

Il pericolo ora forse e’, almeno in parte passato. Ma la ripresa di una attività produttiva non e’ mai una cosa facile. Specialmente quando si viene da una crisi e da una ristrutturazione aziendale.  E se il settore nel quale si opera e’ in stallo o meglio in regresso.

Call & Call Pistoia, emanazione dell’omonimo gruppo di call center con sedi in tutta Italia, e’ nata nel febbraio di quest’anno sulle “rovine” di Answers SpA, del dissolto gruppo Phonemedia. Dopo una Assemblea Permanente durata 102 giorni, i 560 dipendenti sono riusciti a attirare le attenzioni di Umberto Costamagna e del suo gruppo, Call & Call, che ha iniziato il rilancio dello stabilimento, nonostante la crisi del settore.

Rosa Macaluso,  dipendente Call & Call Pistoia e candidato nelle elezioni RSU dei fine maggio nella lista  Cgil, ci illustra come vede questo momento aziendale e le elezioni.

E come vadano le elezioni io so che Rosa sarà sempre a lottare in prima fila per la sua “prole”.

Le due interviste a Rosa, tra elezioni e assemblea permanente:

Rosa Macaluso

Rosa Macaluso

La ripresa di una attività produttiva non e’ mai una cosa facile. Specialmente quando si viene da una crisi e ristrutturazione aziendale e il settore nel quale si opera e’ in stallo o meglio in regresso.

Call & Call Pistoia, emanazione dell’omonimo gruppo di call center con sei in tutta Italia, e’ nata nel febbraio di quest’anno sulle “rovine” di Answers SpA, del dissolto gruppo Phonemedia. Dopo una Assemblea Permanente durata 100 giorni, i 560 dipendenti sono riusciti a attirare le attenzioni di Umberto Costamagna e del suo grupp, Call & Call, che ha iniziato il rilancio dello stabilimento, nonostante la crisi del settore.

Alessandro Tronci, “maturo” dipendente Call & Call Pistoia e candidato nelle elezioni RSU dei fine maggio nella lista  Cgil, ci illustra come vede questo momento aziendale e le elezioni. E perdonami Alessandro, in un modo come questo dei call center, giovane e un poco spensierato, la tua esperienza sicuramente farà comodo.

Alessandro Tronci, le elezioni

Alessandro Tronci, assemblea permanente

A presto, Armando Alibrandi

La ripresa di una attività produttiva non e’ mai una cosa facile. Specialmente quando si viene da una crisi e ristrutturazione aziendale e il settore nel quale si opera e’ in stallo o meglio in regresso.

Call & Call Pistoia, emanazione dell’omonimo gruppo di call center con sei in tutta Italia, e’ nata nel febbraio di quest’anno sulle “rovine” di Answers SpA, del dissolto gruppo Phonemedia. Dopo una Assemblea Permanente durata 100 giorni, i 560 dipendenti sono riusciti a attirare le attenzioni di Umberto Costamagna e del suo grupp, Call & Call, che ha iniziato il rilancio dello stabilimento, nonostante la crisi del settore.

Jonathan Innocenti e Riccardo Risaliti, dipendenti di Call & Call Pistoia, e candidati nelle elezioni RSU dei fine maggio nella lista  CISL, ci illustrano come vedono questo momento aziendale e il loro programma.

La video intervista a Jonathan Innocenti e Riccardo Risaliti.

A presto, Armando Alibrandi

Buone notizie per i dipendenti del call center di S.Agostino. La direzione commerciale del gruppo Call & Call ha infatti comunicato che Enel Energia SPA ha scelto questa sede per lo sviluppo di un’attività di Back Office. Enel Energia è l’azienda del gruppo Enel che opera sul libero mercato dell’ energia elettrica e del gas.

Oggi è cominciata la formazione dei primi 23 operatori, ed e’ stata allestita una apposita sezione dello stabile con le postazioni dedicate a questo nuovo servizio. E’ previsto un progressivo incremento degli operatori.

Nel contempo crescono le altre attività in essere. Sono in realizzazione le nuove postazioni di Back Office gestite per conto di Enel Servizio Elettrico Spa, mercato tutelato, con un incremento di almeno 20 operatori.

E nelle prossime  si svolgerà un corso per operatori Enel Servizio Elettrico, mercato tutelato, riservato a 25 dipendenti al momento in CIGS, con loro inservimento in turnazione.

Continua quindi la ripresa della attività nel call center già Answers Spa e sia la dirigenza aziendale che i componenti della rsu manifestano, con la dovuta cautela, ottimismo e fiducia per questi sviluppi.

Il presidente Call & Call, dott. Umberto Costamagna, raggiunto telefonicamente, ha confermato queste notizie e anche altre trattative in corso. Restiamo in attesa di una videointervista per conoscere, dalla sua voce, le previsioni e gli sviluppi.

A presto, Armando Alibrandi.

Nei prossimi giorni si terrano le elezioni per le elezioni della RSU di Call & Call Pistoia. Come sapete partecipano tre liste, CGIL, CISL e Cub. Nelle liste ci sono persone che conosco bene, ormai da anni. Con cui ho condiviso tutto, come sapete bene.

Prima momenti spensierati, battute allegre. Poi momenti tristi e battute spesso lugubri. Con alcuni, nei momenti di crisi “economica”, ho diviso un caffè da 50 centesimi. Come con tanti miei colleghi e colleghe.

Ora ci sono le elezioni e bisogna fare una scelta. Però è diverso dalle elezioni politiche. Dove quando si vota, almeno io, si sceglie il “meno” peggio. Qui, tra i candidati alla RSU, non c’è un “peggio”. Sono tutti colleghi che hanno provato con noi le emozioni e le privazioni della Assemblea Permanente, della possibile perdita del lavoro, della mancanza economica. E tutti colleghi che hanno l’aspirazione di migliorare l’ambiente di lavoro e di acquisire la stabilità necessaria.

Per questo ho fatto la mia scelta, una scelta forte e nella quale cercherò di coinvolgere quanti piu’ colleghi e colleghi: ” sicuramente vado a votare”.

Si, sicuramente vado a votare perchè chiunque venga eletto, di quale lista sia, possa dire in qualsiasi situazione: “noi della RSU Call & Call  rappresentiamo la totalità dei lavoratori”.

Chi scelga di votare è secondario, in ogni caso non sbaglio. In questo caso l’errore è non votare.

Grazie.

Armando Alibrandi

Entro la fine del mese si terranno le elezioni per il rinnovo della R.S.U. di Call & Call Pistoia. Un appuntamento importante per i 565 dipendenti del call center, già Answers S.p.A., che sono riusciti con 100 giorni di Assemblea Permanente a uscire dal pantano del  ”faraonico” gruppo Phonemedia per entrare nelle acque sicuramente meno agitate  di Call & Call S.p.A..

In momenti “elettorali” come questo è importante poter contare su una continua e diretta informazione tra corpo elettorale e candidati, con un confronto aperto tra le varie liste e, se possibile, in modo democraticamente imparziale.

In tale ottica su questo blog verranno ospitate videointerviste e dichiarazioni dei candidati e delle liste, verranno aperte discussioni per stimolare domande dei dipendenti e conoscere al riguardo l’orientamento e le idee degli eleggibili.

Verrà chiesto al Presidente della Commissione Elettorale di illustrare le modalità delle votazioni,per una corretta comprensione dei relativi tecnicismi.

Lo spirito di questo blog e’ in linea con i dettami del web 2.0, ovvero informazione, rispetto, correttezza,  reciprocità e condivisone. I contenuti in linea con i suddetti dettami non sono quindi tollerati e saranno immediatamente bannati.

Grazie e a presto.

Armando Alibrandi

Il futuro. Quale futuro per i call center in generale e per Call & Call in particolare.  Ristrutturazioni, fusioni, chiusure di call center sono all’ordine del giorno. Ultimo in ordine di tempo, ma sicuramente ne seguiranno altri, il caso che vede coinvolto Teleperformance.

850 sono i dipendenti di Teleperformance che rischiano il posto di lavoro. Scioperi, mobilitazioni, interventi ministeriali: tutto già visto. E alla fine quale sarà il futuro di questo e di altri call center.

Un pensiero di Stefania, che sicuramente e’ condiviso da centinaia o migliaia di dipendenti del settore. Si, perchè per la maggior parte parliamo di donne, spesso alla prima occupazione magari sono l’unica fonte di sostentamento della famiglia. Single, separate, o magari con il compagno disoccupato o in cassa integrazione. Questa è la realtà che spesso si nasconde dietro la voce femminile di tanti call center.

STEFANIA

Buongiorno dottor Costamagna. Sono una sua dipendente al call center di Pistoia. Ho 30 anni, due figli e sono separata. Il mio lavoro e’ buona parte del sostentamento della mia famiglia. Finalmente, grazie a lei, il lavoro e’ ripartito. Ma durera’? Si legge continuamente di call center in chiusura o in riduzione di personale. Grazie. Stefania

LA RISPOSTA     La videointervista a Umberto Costamagna

Dopo l’articolo che ho pubblicato Una domanda a Umberto Costamagna sono arrivati diversi commenti. A due di questi, di Sabrina e Luca, mi e’ pervenuto il commento di Umberto:

SABRINA

Buongiorno, a tutti, buongiorno Signor Presidente, le domande sono due che vorrei rivolgerle, la prima è questa: che possibilità hanno di rientrare a sedere in postazione e riprendere il lavoro, tutti i colleghi che ad oggi sono ancora tagliati fuori? Si vocifera, come spesso accade, le voci in questi casi, sono di normale routine, che a fine anno, saremo tutti a casa, che l’azienda chiuderà i battenti. Vuole dare una risposta a queste voci?
Mi ritengo un “eletta”, sono rientrata fra i primi 100, però penso a chi ancora non ha avuto questa possibilità, mamme con monoreddito e ragazzi giovani che sono in attesa, un attesa che sicuramente non è molto serena.
Grazie per alcune accortezze che ha avuto, per migliorare le nostre condizioni, vedi contenitori dell’acqua e altro, mi fanno ben pensare e sperare.
Grazie.

LUCA

Signor Umberto Costamagna, Lei ha dichiarato apertamente nella serata di venerdi 19 febbraio che avrebbe rimesso in piedi l’azienda da Lei appena affittata nel giro di poche settimane, anche perché se questo non fosse avvenuto sarebbe stata una rimessa in termini finanziari. Con quale criterio ha deciso di acquisire l’azienda? Aveva abbastanza sicurezza che ciò sarebbe potuto avvenire? Il motto riportato sulla maglietta che ci ha consegnato quella sera, cioè
“SI RIPARTE E IO CI SONO
Call&Call Pistoia”
adesso possiamo ancora dire che è attendibile?
Sorgono dubbi, molti dubbi, un pò a motivo della mancanza di informazione da parte dell’azienda dove in primo luogo sembra aver abbandonato i dipendenti che avevano riposto in Lei le loro speranze e che adesso dopo mesi ancora si trovano a casa senza stipendio e un pò a motivo della mancanza di reali prospettive per i prossimi mesi in mancanza di lavoro nella sede. Le parlo perchè sono padre di due figli piccoli e so che come me molti colleghi hanno gli stessi miei problemi: cosa l’ha spinta a intraprendere un’ impresa di questo tipo senza avere la certezza di ciò a cui saremmo andati incontro, sia Lei che noi dipendenti? Aveva garanzie nel momento che ha preso l’azienda che saremmo rientrati tutti? Si? Da parte di chi? E’ segno che allora qualcuno non ha mantenuto le promesse fatte. Vede, ci dispiacerebbe pensare che Lei non è in grado di mantenere le promesse fatte, almeno non vorremmo pensarlo noi dipendenti. Resta difficile però tirare avanti per mesi una famiglia senza avere uno stipendio o un minimo di entrata. Cosa risponderebbe ai suoi figli che Le chiedono il necessario della vita giornaliera (non il superfluo) e Lei non è in grado di poterlo provvedere? Credo in tutta sincerità che risulterebbe mortificante e deprimente. Questa purtroppo è la realtà in cui ci ritroviamo adesso noi dipendenti ex Answers che abbiamo riposto speranze nella Sua azienda. Spero di non aver offeso la Sua persona, le ho riportato solo quelle che sono le difficoltà che abbiamo, La ringrazio per la Sua attenzione.
Luca Forasassi

UMBERTO

Ringrazio Armando e il suo blog per darmila possibilità di dialogare con tutti voi. E’ la mia seconda volta che intervengo come blogger: preferisco parlare alle persone o ascoltarle guardandole negli occhi e interagendo con loro “dal vivo”. Agli incontri “virtuali” preferisco quelli reali e a unaserata su Facebook preferisco un incontro con gli amici, magari davanti a una bottiglia di rosso generoso e soprattutto vero.
Però credo che sia cosa utile e giusta utilizzare anche questi spazi.
Armando ha lanciato la discussione (poi risponderò anche a te), Sabrina ha posto domande molto concrete e serrate, Luca ci ha dato un altro scorcio di esperienza vera e dannatamente concreta (tranquillo: non solo non mi hai offeso ma ti ringrazio davvero per aiutarmi a non dimenticare mai che dietro le strategie, le riunioni, i numeri, le decisioni… ci sono sempre uomini e donne veri e vivi e che qualsiasi decisione uno possa prendere, alla fine questa tocca persone reali e non situazioni virtuali.
Proverò, se siete d’accordo, a rispondere per punti alle varie questioni poste.
1) CHI ME LO HA FATTO FARE?
L’ho già detto e ripetuto diverse volte ma mi fa piacere ribadirlo: mi sono interessato a Pistoia e alla crisi di Answers a fine ottobre 2009 per un semplice motivo. Sapevo che a Pistoia si lavoravano due campagna interessanti (Enel e Tim), che c’era un bel gruppo di operatori che sulla campagna Enel, in qualità di concorrente, ci dava filo da torcere, che Enel era molto contenta del lavoro che si faceva a Pistoia. E allora ho pensato di provare a dare un futuro a questa azienda e a questi 500 lavoratori che stavano lavorando bene: ho contattato Enel e ho chiesto loro se ci avrebbero continuato a dare lavoro quando l’attività fosse ricominciata. Enel, conoscendoci, ha avuto fiducia in noi e nei lavoratori e nelle lavoratrici pistoiesi e alla fine, dopo non poca fatica, siamo riusciti a chiudere l’accordo di affitto di ramo con la vecchia proprietà (unico call center in Italia che è riuscito a recuperare una situazione di difficoltà all’interno della galassia Phonemedia!).
Insomma, non ce l’ha… ordinato il dottore di entrare a Pistoia e sicuramente se l’abbiamo fatto è per dare un futuro a questa struttura che oggi sentiamo parte integrante del gruppo Call & Call, ormai una delle principali realtà imprenditoriali nel settore dei contact center italiani.
Odio dal profondo del cuore gli sciacalli, le cassandre e i profeti di sventura che, guardando nella loro inutile e sgualcita sfera di cristallo, sicuramente per qualche fine sconosciuto, gettano ondate di falsità e soprattutto di incertezza (e qui mi vengono in mente le parole del grande Francesco, in parte anche pistoiese dell’appennino: “ne abbiam bisti geni e maghi uscire a frotte… per scomparire”!
Lo dico chiaro e forte: non ho recuperato Pistoia per “chiuderla a fine anno”! Che senso avrebbe? Che stupidaggine sarebbe? Non devo rispondere a nessuno se non al mercato, alla mia coscienza, ai miei soci e ai miei dipendenti: e proprio con questa certezza che ribadisco ancora una volta che CALL & CALL PISTOIA è una precisa scelta a lungo termine, parte integrante ed essenziale del progetto di sviluppo del nostro gruppo.
IL MOMENTO ATTUALE
Certo siamo partiti in modo più lento di quello che avevo pensato. Il traffico su Enel è minore di quello che ci aspettavamo, ma questa è una situazione momentanea e soprattutto comune a tutti gli operatori. Non siamo rimasti con le mani in mano, di fronte a questa situazione che, ripeto, ci è stato assicurato momentanea e relativa al primo semestre dell’anno. A fine mese – come abbiamo detto ai rappresentanti sindacali dell’azienda e ai responsabili provinciali nel recente incontro di settimana scorsa – partirà un nuovo corso di formazione su Enel e stiamo aspettando nuove macchine da loro per aumentare il lavoro della parte back office. E dunque sono abbastanza confidente che su Enel entro qualche mese riusciremo a recuperare tutto il lavoro di proma.
Certo, non mi nascondo che mi aspettavo di recuperare un po’ di lavoro da Tim: siamo andati a trovarli ma, al momento, anche Tim registra un calo importante nelle telefonate e inoltre per quest’anno ha già alloccato il suo budget di attività ad altri call center.
Noi però, io, i miei soci Simone e Domenico, la nostra struttura commerciale di gruppo, non molliamo. Nè con Tim nè con altri. Ormai, in tutte le nostre offerte commerciali, proponiamo sempre il sito di Pistoia per riuscire a rimettere tutti i lavoratori e le lavoratrici in attività.
Forse, se mi faccio un esame di coscienza, posso affermare senza problemi che a febbraio ho peccato di un eccesso di ottimismo: di questo vi chiedo scusa ma pensavo che Enel partisse più in fretta e che Tim in qualche misura ci facesse ripartire. Così non è stato ma vi assicuro che la partita non è chiusa: sto, stiamo lavorando perchè al più presto si possa tornare tutti ai livelli di prima.
QUALCHE NUMERO
Capisco le parole di Luca e, con il mio niente, gli sono vicino. Ho conosciuto da vicino, personalmente quella situazione e concordo pienamente che è un dramma. Sono figlio di una casalinga e di un ferroviere e per mantenermi gli studi (“due soldi di elemntari e uno di università”, sempre per citare il grande Francesco…) ho fatto di tutto e so bene cosa si prova a perdere il lavoro; non solo, ma a un momento della mia vita, anch’io con un figlio piccolo, ho provato in concreto l’esperienza di Luca, di non sapere cosa rispondere a mio figlio sul mio lavoro. Ma non mi sono dato per vinto e ho ricominciato dall’inizio e ora sono qui.
Volevo solo ricordare che ad oggi sono circa 200 le persone che hanno ripreso il lavoro, 300 sono state formate e altre lo saranno e anche chi è andato in cassa integrazione ha per lo meno la possibilità di ricevere l’indennità che prima non aveva (e anche noi, nel nostro piccolo, un segnale di condivisione lo abbiamo dato anticipando qualche euro a tutti i dipendenti.
Sono sicuro che questo non basta ma sono altrettanto sicuro che questa situazione migliorerà e non per una mia previsione o per pio desiderio ma proprio perchè, come imprenditore che ha compiuto una scelta come quella di affittare il ramo di azienda di Pistoia, mi sto impegnando con tutta la mia struttura perchè la situazione di normalità e di lavoro per tutti sia ripristinata quanto prima. Vi prego di credere che queste non sono parole al vento, il solito bla bla bla per cercare di dare un risposta ma un preciso percorso di sviluppo che stiamo portando avanti e che credo (il mio ottimismo e la mia fiducia non mi abbandonano mai!) porterà risultati concreti quanto prima. Su questo vi dò, per quel che vale, la mia parola che l’impegno mio e di tutta la nostra stuttura sarà al massimo.
Lo voglio ripetere a Luca, a Sabrina e a tutti voi: non sono venuto a Pistoia perchè non sapevo cosa altro fare o per sfruttare un’occasione. Sono venuto a Pistoia per rimanerci e per far crescere la nostra realtà e il nostro lavoro! Ho una faccia sola e questa metto in gioco!
AD ARMANDO
Mi chiedi dei boy scout o dei militari. Io credo, o meglio, io mi sono sempre comportato con i miei collaboratori e con i miei dipendenti, come compagni di viaggio, persone con le quali sto condividendo un pezzo della mia strada e del mio cammino. Non mi vedo bene in grigioverde o con stellette e alamari: sicuramente nella mia vita il fazzolettone degli scout non è mancato (almeno dai 14 ai 35 anni!) e proprio dal fondatore degli scout B.P. mi porto dentro una frase sulla quale mi impegno, con tutti i miei limiti e miei errori (che non sono pochi) ogni mattina: “cercare di lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’ho trovato”. La situazione di Luca e degli altri è qualcosa su cui impegnarmi e cercare di migliorare con tutta la mia volontà e il mio impegno.
Un caro abbraccio,
Umberto