Grinta ed amarezza ieri mattina in Via Eliodoro Sollima, dove diversi lavoratori hanno dato vita ad una manifestazione di protesta, indetta dal Comitato Spontaneo Multimedia Planet in collaborazione con il Circolo “Che Guevara”, nei confronti delle società del gruppo Phonemedia, i cui 7000 dipendenti non ricevono gli stipendi ormai da 5 mesi. La manifestazione aderiva ad una campagna nazionale, si è tenuta di fronte la sede di una società collegata al gruppo incriminato, ed è stata animata da tanti lavoratori muniti di megafono e striscioni realizzati per reclamare dei diritti finora calpestati; diritti a gran voce ricordati anche ai rappresentanti delle forze dell’ordine presenti sul posto per scongiurare eccessivi disordini, che in realtà non si sono verificata. “Siamo in protesta da diversi mesi, ma in occupazione presso la nostra sede principale di Trapani, che si trova in Via Formica, dal 12 gennaio – dice a nomi di tanti lavoratori Bice Pappa – Circa un centinaio di persone che manifestano non solo perchè non ci pagano e abbiamo perso gli stipendi, ma anche perchè si sono venute a creare altre forme dello stesso lavoro nell’hinterland trapanese rubando le nostre commesse. Non abbiamo alcuna prospettiva – ribadisce la Pappa – siamo senza speranze, aggrappati solo al commissariamento dell’azienda, che però non arriva mai. Una cosa ci preme far presente al Governo nazionale e locale, e cioè che ci sono delle persone che sfruttano i finanziamenti e i contributi dello Stato per danneggiare l’occupazione già abbastanza in crisi. E’ importante che si sappia che si stanno facendo morire 920 persone di fame per attivare altri call center grazie ai quali recuperare contributi e le 488 statali e regionali ecc…”. Duro lo sfogo dei lavoratori che ribadiscono: “Non abbiamo ricevuto il sostegno vero di alcun rappresentante politico. Durante i primi giorni dell’occupazione abbiamo verificato la vicinanza di alcuni rappresentanti delle istituzioni, ma è stato qualcosa di fittizio. I politici venivano al call center quando questo era in auge per fare passerella, adesso nessuno viene a darci risposte e sostegno”. Accanto ai lavoratori in protesta ieri mattina anche il Circolo “Che Guevara” rappresentato da Francesco Angileri. “Siamo sempre dalla parte di tutti i lavoratori soprattutto se sfruttati – dice quest’ultimo – vogliamo scongiurare che si possa ripetere anche a Marsala questo increscioso fenomeno dello sfruttamento di molti giovani così come è successo a Trapani. Ma la nostra posizione naturalmente è quella di chi è vicina a queste famiglie rimaste drammaticamente senza stipendio”.

Fonte: http://a.marsala.it/economia/lavoro/12353-ieri-la-protesta-dei-call-center-parlano-i-protagonisti.html

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