Archive for the Category »mondo del lavoro «

Per la Procura la Libeccio e’ insolvente.

(ANSA) – MILANO, 16 FEB – Il pm di Milano ha chiesto al tribunale il fallimento della Libeccio, la holding che controlla il gruppo Omega. Nella societa’ romana nei mesi scorsi sono confluite le attivita’ di information technology e i call center ceduti da Eutelia ad Agile, nonche’ un consorzio di 16 aziende raggiungendo 8.200 dipendenti. Secondo la procura, la Libeccio, controllata da 2 fondi inglesi definiti scatole vuote, e’ insolvente. I lavoratori sono da mesi senza stipendi.
Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lombardia/2010/02/16/visualizza_new.html_1704419087.html

La Spezia. 700 dipendenti a tempo indeterminato, raggiunti con i 75 nuovi assunti nel mese di gennaio grazie ad una nuova commessa con ENEL. Questo, in estrema sintesi, il ritratto di una delle realtà imprenditoriali più dinamiche del nostro territorio, Call&Call, che, nonostante il periodo di crisi continua a crescere, investire in innovazione e sviluppare l’occupazione. Su 700 dipendenti a tempo indeterminato, ben 570 risorse sono dedicate a servizi di customer care di ENEL. Una commessa che rappresenta l’86% dell’intero fatturato di Call&Call alla Spezia.

Dati presentati questa mattina dall’Azienda in Fondazione Carispe con la presenza di Umberto Costamagna Presidente e Fondatore Call&Call, Luigi Borrelli, Responsabile Cutomer Service Divisione Mercato Enel ed il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando. Presenti anche gli assessori Regionali Renzo Guccinelli ed Enrico Vesco.

Umberto Costamagna: “Nel 2006 presentammo un piano che prevedeva 400 assunzioni per un centro di eccellenza ENEL, oggi siamo arrivati a 700 dipendenti. Qui a Spezia abbiamo creato una professione che è l’addetto alla gestione del cliente, un elemento importante e strategico delle nostre aziende, perché rappresenta la relazione finale con il cliente. Un lavoro vero, un percorso di qualità, che prevede carriera e professionalità. Siamo riusciti a superare la “caricatura” del call center, dimostrando che questo settore è un vero e proprio asset del comparto delle telecomunicazioni nel nostro Paese. Noi sviluppiamo un’occupazione sana, abbiamo relazioni virtuose con i sindacati, che consideriamo come interlocutori, non come avversari. Nel nostro management ci sono giovani e molte donne, un squadra di alta qualità. ENEL ha controlli di qualità molto stringenti, e pretende un servizio di alta complessità e professionalità, valutato sui risultati. Abbiamo accettato la sfida. In questo momento stiamo anche sviluppando un piano di acquisizioni di aziende del settore in crisi: siamo in trattativa per una realtà in Toscana che porterebbe al salvataggio di circa 500 posti di lavoro e ci posizionerebbe come il quarto player italiano.”

Luigi Borrelli:”Con Call&Call dal 2006 è avvenuta una crescita enorme, per dimensionale e qualità. Una storia di successo, perchè Call&Call ha scelto la filosofia della qualità del servizio, del rispetto delle regole e della corretta gestione del personale. Da parte nostra, abbiamo fortemente creduto nella loro imprenditorialità. Una realtà consolidata che ci offre garanzie a 360 gradi.”

Ha concluso Claudio Burlando: “Siamo di fronte ad una realtà di eccellenza, che ha compiuto due “miracoli”: un personale di altissima qualificazione e una grande fiducia in se stessa che ha portato ad un processo di stabilizzazione consolidato. La Regione aiuta questi processi, specialmente per assunzioni a tempo indeterminato, a fronte di una legislazione nazionale che con l’Irap penalizza invece le imprese che assumono. Per fortuna ci sono Aziende come Call&Call che aumentano l’occupazione ed investono risorse anche in questa fase così difficile.”

Autore : Marco Ursano

Fonte: http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cronaca/Call-e-Call-assume-altre-75-persone-ed-57150.aspx

—————————–

call center lavoro call center offerte lavoro call center assunzioni

http://www.assiali.it

Altre settantacinque assunzioni a tempo indeterminato per la società di call center Call & Call. Dall’inizio del 2010 l’azienda spezzina ha aumentato il personale di unità e oggi conta 950 occupati dei quali 750 assunti a tempo indeterminato. Umberto Costamagna, presidente e fondatore del Gruppo Call & Call, ha presentato oggi alla stampa la crescita della sede spezzina che gestisce il «Centro di eccellenza ENEL della relazione con il cliente». La sola commessa Enel, nella sede spezzina, impiega 750 persone che gestiscono fino a ventimila chiamate al giorno.

Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/la_spezia/2010/02/12/AMl145MD-altre_assunzioni_center.shtml

—————

call center lavoro call center offerte call center assunzioni call center

http://www.assiali.it

Grinta ed amarezza ieri mattina in Via Eliodoro Sollima, dove diversi lavoratori hanno dato vita ad una manifestazione di protesta, indetta dal Comitato Spontaneo Multimedia Planet in collaborazione con il Circolo “Che Guevara”, nei confronti delle società del gruppo Phonemedia, i cui 7000 dipendenti non ricevono gli stipendi ormai da 5 mesi. La manifestazione aderiva ad una campagna nazionale, si è tenuta di fronte la sede di una società collegata al gruppo incriminato, ed è stata animata da tanti lavoratori muniti di megafono e striscioni realizzati per reclamare dei diritti finora calpestati; diritti a gran voce ricordati anche ai rappresentanti delle forze dell’ordine presenti sul posto per scongiurare eccessivi disordini, che in realtà non si sono verificata. “Siamo in protesta da diversi mesi, ma in occupazione presso la nostra sede principale di Trapani, che si trova in Via Formica, dal 12 gennaio – dice a nomi di tanti lavoratori Bice Pappa – Circa un centinaio di persone che manifestano non solo perchè non ci pagano e abbiamo perso gli stipendi, ma anche perchè si sono venute a creare altre forme dello stesso lavoro nell’hinterland trapanese rubando le nostre commesse. Non abbiamo alcuna prospettiva – ribadisce la Pappa – siamo senza speranze, aggrappati solo al commissariamento dell’azienda, che però non arriva mai. Una cosa ci preme far presente al Governo nazionale e locale, e cioè che ci sono delle persone che sfruttano i finanziamenti e i contributi dello Stato per danneggiare l’occupazione già abbastanza in crisi. E’ importante che si sappia che si stanno facendo morire 920 persone di fame per attivare altri call center grazie ai quali recuperare contributi e le 488 statali e regionali ecc…”. Duro lo sfogo dei lavoratori che ribadiscono: “Non abbiamo ricevuto il sostegno vero di alcun rappresentante politico. Durante i primi giorni dell’occupazione abbiamo verificato la vicinanza di alcuni rappresentanti delle istituzioni, ma è stato qualcosa di fittizio. I politici venivano al call center quando questo era in auge per fare passerella, adesso nessuno viene a darci risposte e sostegno”. Accanto ai lavoratori in protesta ieri mattina anche il Circolo “Che Guevara” rappresentato da Francesco Angileri. “Siamo sempre dalla parte di tutti i lavoratori soprattutto se sfruttati – dice quest’ultimo – vogliamo scongiurare che si possa ripetere anche a Marsala questo increscioso fenomeno dello sfruttamento di molti giovani così come è successo a Trapani. Ma la nostra posizione naturalmente è quella di chi è vicina a queste famiglie rimaste drammaticamente senza stipendio”.

Fonte: http://a.marsala.it/economia/lavoro/12353-ieri-la-protesta-dei-call-center-parlano-i-protagonisti.html

call center lavoro call center crisi call center lavoratori

……………………..

www.assiali.it  assicurazioni on line

(Jamma) Maurizio Ughi, patron della Snai, il big delle scommesse con 450 agenzie affiliate, conferma al «Tirreno»: «Sì, siamo interessati all’acquisto del call center di Telegate a Guasticce. La trattativa con Seat è ad una fase cruciale. Entro due settimane ci sarà la fumata decisiva. Speriamo che sia bianca…», spiega Ughi.

Telegate ha un call center anche a Torino, ma Snai punta solo a quello di Livorno. Una scommessa non solo economica, ma che si intreccia con la storia della famiglia Ughi.   Tutto parte da Livorno. Parte infatti da Livorno la storia della dinasty delle scommesse. Livornese è Luigi, il babbo di Maurizio, che durante la guerra si trasferì a Lucca, dove oltre a Maurizio, nel 1945 è nato anche il primogenito Claudio. Luigi Ughi con il fratello Paolo, gemello, iniziò a gestire bar e agenzie ippiche.  Claudio, noto pediatra dell’ospedale di Pisa, ha ereditato, insieme a Maurizio, le attività delle agenzie di scommesse fondate dal padre. Un cugino, Massimo, anestesista, è titolare di agenzie ippiche, di cui in passato è stato socio anche Fabrizio, un altro cugino di Maurizio.

«Quello di Guasticce è un ottimo call center. E’ sicuramente interessante da rilevare. Ma certo il fatto che sia a Livorno per noi Ughi ha un valore anche affettivo. Siamo molto legati a questa città», dice il patron di Snai, di cui Maurizio Ughi è presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di Snai spa, società holding del Gruppo Snai, quotata in Borsa dal 1973.

  Il trasferimento a Lucca.

Durante la guerra Luigi Ughi si trasferisce a Lucca, dove nel 1945 nasce Claudio e tre anni dopo Maurizio, il 13 febbraio per la precisione. Conseguito il diploma di geometra anche Maurizio segue le orme del padre e dello zio. Se Livorno è la città delle radici, Lucca per il patron di Snai rappresenta «il luogo del cuore», del suo buen retiro settimanale, dopo i lavori milanesi. Qui abita con la moglie Patrizia e i tre figli: Elisabetta, 33 anni, Federica 30 e Luigi 19.   Gli amori lungo il Serchio. Dei suoi anni giovanili Ughi ricorda i frequenti amoreggiamenti lungo il Serchio, luoghi dove «era facile appartarsi tra gli alberi, il greto del fiume». Lì, quando aveva vent’anni, era solito portare le ragazze che spasimavano per lui: «Sì, ero ritenuto un bel ragazzo, piacevo alle donne», ammette. E, sorridendo, rivela che il suo amo amoroso era la canzone Il cielo in una stanza di Mina: «E’ la canzone del cuore perché cantandola, non so perché, riuscivo più facilmente a conquistare una donna».  Dell’altro sesso Ughi tratta pennellate elegiache: «La donna per me è una creatura quasi divina. E’ un po’ come un miraggio che ti dà la spinta ogni giorno ad uscire di casa e affrontare la vita».

  Il re delle scommesse. Sulle orme del padre Maurizio riesce ad espandere l’azienda di famiglia. Oggi gli Ughi gestiscono attraverso il consorzio Toscom 35 agenzie di scommesse ippiche e sportive a Livorno, Pisa, Lucca, Firenze, Prato, Scandicci, S. Miniato, Montevarchi, Quarrata. Presidente del consorzio è il livornese Massimo Ughi, cugino di Maurizio.  Nel novembre 1989 diviene presidente dello Snai, il sindacato nazionale agenzie ippiche, che dirige sino al giugno 1999. Nel 1990 crea, insieme a tutti gli altri agenti ippici italiani, la società Snai servizi, di cui è presidente sino al 1998. Lascia poi la presidenza di Snai Servizi Srl per assumere la Presidenza di Snai spa, quotata alla Borsa valori di Milano. Snai spa è proprietaria degli ippodromi di Milano, e in Toscana è proprietaria dell’Ippodromo Sesana di Montecatini, e ha una partecipazione del 30% nell’ippodromo San Rossore di Pisa e delle Capannelle a Roma. In Snai Servizi le quote sono possedute dalle singole agenzie ippiche, il potere degli Ughi è limitato alle quote delle 22 agenzie di cui sono gestori. La Snai, che ha 600 dipendenti, ha fatturato nel 2008 507 milioni di euro.   Casa e ippodromo. Due le grandi passioni di Ughi: la famiglia e i cavalli. «Il segreto del mio successo? Mia moglie, che è stata sempre molto paziente con me, e i miei figli. Per me la famiglia è un valore fondamentale: mi dà serenità e mi ricarica quando magari torno a casa con le pile un po’ consumate dal lavoro».

 Riguardo ai cavalli, Ughi ha iniziato a praticare l’equitazione da giovanissimo. Nel 2000 Snai spa ha acquistato il cinquanta per cento di Varenne, il mitico cavallo. Un fiore all’occhiello: «E’ sicuramente il cavallo cui sono più affezionato», dice il patron di Snai. Che gestisce i marchi legati a Varenne mentre l’attività di monta e di raccolta del seme è stata affidata ad un’altra società.   Siena e Montecatini. Pur non essendo patito del pallone, Ughi ha fatto una breve escursione nel mondo del calcio, nel 1998 quando ha acquistato il Siena, che allora militava in serie C.  Un anno dopo però dovette vendere la società perchè fu approvata una legge che vietava ai gestori di scommesse di essere proprietari di società sportive per palese conflitto di interessi. «Ma quella squadra che noi costruimmo ha rappresentato l’ossatura del Siena approdato negli anni successivi in serie A», dice.  Ughi è proprietario dell’ippodromo di Montecatini, città in cui Snai è stata anche titolare della locale società di basket.   La carezza del papa. A 62 anni Maurizio Ughi dice di sentirsi ancora giovane ma quando la mattina si guarda allo specchio, aggiunge di «notare nel volto i segni dell’invecchiamento». Paura della morte? «No, io sono cattolico per educazione familiare e credo che ci sia qualcosa oltre la morte. La ragione viene meno, ma i sentimenti, l’anima no», sostiene convinto Ughi.  Una fede, quella del patron di Snai, che affonda le radici in un gesto di papa. Papa Giovanni XXIII, che nella sera dell’11 ottobre 1962, disse alla folla accorsa in piazza San Pietro per l’apertura del Concilio: «Tornando a casa date una carezza ai vostri figli e dite che è la carezza del papa». Commenta Ughi: «Lì, in quella frase, c’è tutto il senso della mia fede».

Fonte: http://www.jamma.it/articolo.asp?id=23512

—————–

call center acquisizione call center offerte lavoro call center trattative call center

assicurazioni on line http://www.assiali.it

CAGLIARI – Sono almeno 30 mila per gli organizzatori (20 mila per la Questura) i partecipanti alla manifestazione unitaria a Cagliari per lo sciopero generale di 24 ore proclamato da Cgil, Cisl e Uil per denunciare la crisi devastante del tessuto economico e produttivo della Sardegna. In testa al corteo, nel quale ci sono molte sciarpe tricolori dei sindaci e quelle azzurre dei presidenti delle Province, uno striscione con lo slogan “lavoro, sviluppo, autogoverno: dalla crisi alle opportunita”. Subito dopo la delegazione di lavoratori dell’Alcoa, e delle altre aziende in stato di crisi di tutte le aree industriali dell’isola. Presenti anche delegazioni delle associazioni, della Chiesa, e di tutti i comparti produttivi. Il corteo, dopo aver attraversato il centro cittadino, si concluderà in piazza Yenne, con gli interventi dei leader sindacali.

I sindacati, le associazioni, la chiesa e gli enti locali sono accanto a lavoratori, disoccupati, pensionati e studenti per chiedere alle istituzioni regionali e al Governo nazionale strumenti e strategie per arginare gli effetti di un mercato in difficoltà che sta portando diverse aziende, soprattutto della grande industria guidata dalle multinazionali straniere, a chiudere gli stabilimenti nell’Isola.

Emblematico il caso dell’Alcoa di Portovesme, dove anche ieri la tensione era alle stelle e i dirigenti aziendali sono stati allontanati dai lavoratori che, appena rientrati da Roma, si preparano a manifestare nuovamente a Cagliari. La multinazionale statunitense chiede garanzie sul costo dell’energia e la copertura del Governo in caso di eventuali sanzioni Ue. L’azienda ha minacciato di mettere in cassa integrazione 450 operai del Sulcis, chiudendo gli impianti, contro il parere negativo dei lavoratori, dei sindacati e dello stesso Governo che, pur lavorando per trovare una soluzione in sede comunitaria, ha intimato: “niente decisioni unilaterali”. “Siamo molto impegnati. Stiamo lavorando e confidiamo di garantire la continuità produttiva”, ha sottolineato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

Ma nella lunga lista delle aziende in crisi – i sindacati ne contano almeno 600 con circa 12 mila addetti che usufruiscono degli ammortizzatori sociali – ci sono tutti i distretti industriali, dalla metallurgia alla chimica di Ottana, per le quali vi sarebbe qualche spiraglio, a quella di Porto Torres, con gli operai ancora in cima alla Torre aragonese in attesa di risposte. Non mancano anche le vertenze degli altri territori e di altre attività produttive: il settore manifatturiero, quello lapideo, l’agroalimentare e l’edilizia. In piazza anche i problemi del pubblico impiego, in primis la scuola, e dei precari di oggi e di domani.

“La situazione è drammatica in tutti i territori, in tutte le fasce d’età e la povertà relativa avanza – hanno spiegato i sindacati – serve una svolta che passi attraverso la verifica degli impegni presi con l’intesa istituzionale di programma, la rivisitazione del piano di rinascita o sviluppo che contenga una strategia industriale, un piano pluriennale per il lavoro e di contrasto alle povertà ed il riconoscimento del gap insulare”. “Lavoro, sviluppo, autogoverno: dalla crisi alle opportunità”, con questo striscione unitario si aprirà il corteo che sarà concluso dai comizi dei sindacalisti.

I lavoratori delle maggiori aree di crisi sono quelli Portovesme (Sulcis-Iglesiente), Ottana (Centro Sardegna) e Porto Torres (Sassari). Non è solo però il comparto industriale, con chimica e servizi, a essere in crisi.

L’Istat ha rilevato nel primo trimestre 2009 un tasso di disoccupazione in Sardegna al 14,1%, mentre il tasso di occupazione è sceso al 49,4% e il tasso di attività al 57,6%. L’industria, da sola, ha perso 10 mila posti di lavoro negli ultimi dodici mesi. Anche agricoltura e pastorizia, con 60 mila piccole imprese e oltre 12 mila addetti dell’indotto e della trasformazione, è in stato di pre-agonia.

- ALCOA – La minacciata chiusura dello stabilimento sardo di Portovesme rischia di lasciare senza lavoro, comprese le ditte dell’indotto, circa 2.000 persone.

- VINYLS – A Porto Torres continua l’occupazione della torre aragonese. Il disimpegno dell’Eni continua a bloccare gli impianti Vinyls di tutto il comparto chimico sardo dove sono impiegati alcune migliaia di persone, compreso l’indotto.

- EQUIPOLYMERS – La trattativa condotta dal Gruppo Clivati in tandem con la thailandese Indorama per rilevare la fabbrica sarda di Pet di Ottana sembra vicina a una svolta, ma oltre ai 120 dipendenti diretti, in gioco ci sono altri 1.700 posti di lavoro dell’area industriale del Centro Sardegna.

Fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/02/05/visualizza_new.html_1681159287.html

assicurazioni on line www.assiali.it assicurazioni on line