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Un nuovo e  prestigioso incarico per Daniele Quiriconi. Daniele, 50 anni, pesciatino, era il segretario provinciale uscente della Cgil a Pistoia. Il 3 giugno il direttivo regionale della Cgil toscana l’ha eletto nella segreteria regionale. Daniele Quiriconi, che per  otto anni ha guidato la Camera del Lavoro di Pisoia, sarà il responsabile regionale  dell’industria, artigianato e mercato del lavoro. Il comitato direttivo della Cgil pistoiese ha eletto segretaria provinciale Gessica Beneforti. more…

L’azienda casaranese “Call&Call Salento” in tre anni è passata da 49 a 316 dipendenti, tutti con contratto a tempo indeterminato. Il presidente Umberto Costamagna ha illustrato ieri i lusinghieri risultati.

Quarantacinque nuove assunzioni negli ultimi tre mesi. Stabilizzazione di tutti i dipendenti dell’azienda. Una crescita occupazionale eccezionale, se si tiene conto degli attuali tempi di crisi, registrata dalla “Call&Call Salento“, la società di contact center e telemarketing, che ha la propria sede nella zona industriale di Casarano. Ieri mattina, è stato lo stesso Umberto Costamagna, presidente e fondatore del gruppo “Call&Call”, a dare la notizia ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa, insieme al sindaco Ivan De Masi, sfornando i numeri dell’azienda che segnano una crescita costante.
E’ l’emblema della nuova fase industriale di Casarano, quella nata sulle macerie della crisi del Tac (tessile-abbigliamento-calzature), il settore che trainava l’economia della città e del suo territorio. La “Call&Call Salento”, con i suoi 316 dipendenti e i circa 5,5 milioni di euro di fatturato, è diventata la realtà imprenditoriale più significativa dell’ex capitale pugliese della calzatura. Il patron, Umberto Costamagna, un passato nell’editoria (è stato anche collaboratore di “Quotidiano”), ha voluto marcare questo passaggio epocale: l’azienda salentina, in soli tre anni, è passata da 49 a 316 dipendenti. Ma le cifre non dicono tutto, anzi dicono ben poco della realtà della “Call&Call Salento”.
Fino al 2008, infatti, il personale con contratto a progetto costituiva la maggioranza degli operatori; oggi, nel marzo 2010, tutti i 316 dipendenti hanno in mano un contratto a tempo indeterminato. “Vi ho convocati – ha esordito Costamagna – per darvi alcune belle notizie. La prima è che, a tre anni di distanza, ci siamo ancora, non siamo spariti, e non è poco visti i tempi. Non solo ci siamo ancora – prosegue il proprietario di “Call&Call” – ma vi annuncio che abbiamo concluso quel percorso di stabilizzazione dei dipendenti iniziato tempo fa. Oggi, in questa azienda, non ci sono più precari e soprattutto ci sono 45 nuove assunzioni. Credo che questa società stia diventando una realtà importante di questo territorio”.
“Questo particolare settore – ha affermato il sindaco – si porta addosso una cattiva fama, anche a causa di una filmografia negativa, perché per definizione rappresenta il mondo del precariato. Sicuramente – osserva De Masi – non sono le caratteristiche del centro di Casarano, che anzi può definirsi un’isola felice. Un sindaco non può che essere contento per i livelli raggiunti dalla “Call&Call Salento”, in questo particolare momento di crisi congiunturale, e il ringraziamento và anche al precedente sindaco, Remigio Venuti, che ha voluto fortemente questo insediamento”.

Fonte: http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=9930

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L’Inps ha emanato la circolare che stabilisce requisiti e modalità da seguire per i collaboratori a progetto,  che hanno perso il lavoro e vogliono usufruire del bonus una tantum previsto dalla Finanziaria.

Chi ha diritto al bonus
La cifra riconosciuta ai co.pro. è pari al 30% del reddito percepito nel 2009, ma non potrà superare i 4.000 euro. Per accedere al bonus, i collaboratori devono rispettare alcune condizioni:

  • aver lavorato per un solo committente che ha interrotto il rapporto di lavoro;
  • aver conseguito nel 2009 un reddito lordo compreso tra 5.000 euro e 20.000 euro;
  • aver lavorato almeno tre mesi nel 2009 e almeno un mese nel 2010. Deve cioè risultare che il datore di lavoro ha accreditato i contributi, corrispondenti ai mesi lavorati, presso la gestione separata dell’Inps;
  • essere senza contratto di lavoro da almeno due mesi.

Come fare domanda
La domanda per usufruire dell’indennità deve essere presentata entro 30 giorni dalla data in cui risulta concluso il rapporto di lavoro. Può essere inviata per posta con raccomandata a/r o consegnata di persona alla sede Inps competente in base alla residenza. Allo stesso modo, ci si può rivolgere a un patronato che gratuitamente vi assiste nella compilazione e nell’invio del modulo.

Come per tutti gli altri ammortizzatori sociali, anche questa indennità prevede, per l’erogazione, che insieme alla domanda sia consegnata una dichiarazione  disponibilità immediata al lavoro o a un percorso di riqualificazione professionale.

Tutti i dettagli sono specificati nella circolare dell’Inps numero 36 del 9 marzo 2010.

Bonus di 333 euro aumentabili fino a 416. Un  provvedimento inserito nella Finanziaria 2010 per il rilancio dell’occupazione in Sicilia: martedì 9 febbraio andrà in commissione.

 L’assessorato regionale al Bilancio  ha inserito un provvedimento nell’ultima Finanziaria, che comprende incentivi economici ai datori di lavoro per favorire l’occupazione a tempo indeterminato. Per ogni assunto a tempo indeterminato ci sarà un bonus di 333 euro mensili, aumentabili a 416 nel caso di donne che rientrino nella categoria di lavoratore svantaggiato. Questi contributi sono  destinati ai datori di lavoro che tra il primo gennaio 2010 e il 31 dicembre 2011 incrementeranno il numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

Seguiranno anche le altre Regioni queste iniziative a sostegno del mondo del lavoro.

Sulle linee dei call center italiani si sentono i primi disturbi. Segnali che annunciano licenziamenti in alcune aziende sparse per lo stivale. Ma in «Call & Call», azienda capofila dell’ omonimo network che raccoglie otto società, il piccolo esercito di addetti armati di cuffia e computer dorme sonni tranquilli. «Non nego che la crisi globale coinvolga anche il nostro settore – esordisce Umberto Costamagna, fondatore della Call & Call Holding e presidente di Assocontact – ma noi abbiamo sempre investito in qualificate risorse del personale. E i risultati non sono mancati. Basti ricordare che dal 2007 al 2008 il fatturato è aumentato del 40% e in sette anni abbiamo stabilizzato, con contratti a tempo indeterminato, ben 1600 persone. Gli ultimi 246, lo dico con orgoglio, nella nostra sede di Locri. Una scelta agevolata anche da finanziamenti della Regione Calabria. Credetemi, investimenti come questi valgono più di un operazione contro la criminalità organizzata». E per il 2009? «Prevediamo un aumento del fatturato del 10% e un incremento delle assunzioni del 5%. Sostituendo subito chi, soltanto per sua scelta, decida di cambiare lavoro e andare via. E poi questo sarà l’ anno della selezione naturale dei nostri clienti: diremo no alle aziende committenti che offriranno contratti al ribasso. Devono capire che chi investe in qualità fa il bene delle imprese e offre un futuro ai lavoratori». Eppure il mondo dei call center, negli anni, è diventato sinonimo di precarietà e sfruttamento, al punto che i cosiddetti telefonisti sono stati definiti «la classe operaia del terzo millennio». A sentir parlare Costamagna, invece, quello stesso mondo sembra quasi un’ isola felice, lontana mille miglia dal film che vide protagonista la Ferilli diretta da Virzì. «Negare che fino al 2000 ci siano stati molti avventurieri, sarebbe sciocco – ammette il fondatore di Call & Call -. Certo anche oggi esistono imprenditori borderline, ma sono davvero marginali. Da due anni a questa parte, poi, grazie a un accordo con governo e sindacati, all’ adesione al contratto delle telecomunicazioni e all’ obbligo di assumere a tempo indeterminato gli addetti inbound, abbiamo intrapreso un’ ottima strada». L’ importante, però, è che i disturbi della crisi globale non diventino frastuoni. «Un’ idea per affrontare l’ arrivo di ulteriori complicazioni economiche, Assocontact ce l’ ha: – conclude Costamagna – trasformare collaboratori a progetto in lavoratori a tempo indeterminato. Lo stipendio? Il 70% con retribuzione fissa e il 30% legato alla produttività. Un’ ipotesi da discutere con l’ apertura di un tavolo sulla flessibilità». MICHELE AVITABILE CALL & CALL D al mare delle Cinque Terre alla Madonnina. L’ avventura imprenditoriale di «Call & Call», azienda fondata nel 2001 da Umberto Costamagna e diventata oggi un network di 8 società, è nata dall’ idea di uno spezino trapiantato a Milano. Da allora ne sono arrivate di telefonate. Tanto che nel 2008 «Call & Call Holding» ha fatturato 30 milioni di euro (+40% rispetto al 2007), impiegando 2000 operatori telefonici. La filosofia societaria? Realizzare call center a misura d’ uomo, dove il responsabile possa chiamare per nome ogni dipendente. Tra i principali clienti ci sono aziende di telecomunicazione, della pubblica amministrazione, dell’ editoria, e del settore energia. Al fianco degli investimenti tecnologici, la holding punta su formazione e offerta di particolari servizi al personale: dall’ adesione a un gruppo di acquisto equo solidale, che permette ai dipendenti di comprare merci sul posto di lavoro, alla nascita di «Libeccio», organ house scritto dagli operatori. M. A.

Autore: Avitabile Michele

Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/26/Dialogo_tra_parti_per_isolare_ce_0_090126036.shtml

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Per la Procura la Libeccio e’ insolvente.

(ANSA) – MILANO, 16 FEB – Il pm di Milano ha chiesto al tribunale il fallimento della Libeccio, la holding che controlla il gruppo Omega. Nella societa’ romana nei mesi scorsi sono confluite le attivita’ di information technology e i call center ceduti da Eutelia ad Agile, nonche’ un consorzio di 16 aziende raggiungendo 8.200 dipendenti. Secondo la procura, la Libeccio, controllata da 2 fondi inglesi definiti scatole vuote, e’ insolvente. I lavoratori sono da mesi senza stipendi.
Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lombardia/2010/02/16/visualizza_new.html_1704419087.html

La Spezia. 700 dipendenti a tempo indeterminato, raggiunti con i 75 nuovi assunti nel mese di gennaio grazie ad una nuova commessa con ENEL. Questo, in estrema sintesi, il ritratto di una delle realtà imprenditoriali più dinamiche del nostro territorio, Call&Call, che, nonostante il periodo di crisi continua a crescere, investire in innovazione e sviluppare l’occupazione. Su 700 dipendenti a tempo indeterminato, ben 570 risorse sono dedicate a servizi di customer care di ENEL. Una commessa che rappresenta l’86% dell’intero fatturato di Call&Call alla Spezia.

Dati presentati questa mattina dall’Azienda in Fondazione Carispe con la presenza di Umberto Costamagna Presidente e Fondatore Call&Call, Luigi Borrelli, Responsabile Cutomer Service Divisione Mercato Enel ed il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando. Presenti anche gli assessori Regionali Renzo Guccinelli ed Enrico Vesco.

Umberto Costamagna: “Nel 2006 presentammo un piano che prevedeva 400 assunzioni per un centro di eccellenza ENEL, oggi siamo arrivati a 700 dipendenti. Qui a Spezia abbiamo creato una professione che è l’addetto alla gestione del cliente, un elemento importante e strategico delle nostre aziende, perché rappresenta la relazione finale con il cliente. Un lavoro vero, un percorso di qualità, che prevede carriera e professionalità. Siamo riusciti a superare la “caricatura” del call center, dimostrando che questo settore è un vero e proprio asset del comparto delle telecomunicazioni nel nostro Paese. Noi sviluppiamo un’occupazione sana, abbiamo relazioni virtuose con i sindacati, che consideriamo come interlocutori, non come avversari. Nel nostro management ci sono giovani e molte donne, un squadra di alta qualità. ENEL ha controlli di qualità molto stringenti, e pretende un servizio di alta complessità e professionalità, valutato sui risultati. Abbiamo accettato la sfida. In questo momento stiamo anche sviluppando un piano di acquisizioni di aziende del settore in crisi: siamo in trattativa per una realtà in Toscana che porterebbe al salvataggio di circa 500 posti di lavoro e ci posizionerebbe come il quarto player italiano.”

Luigi Borrelli:”Con Call&Call dal 2006 è avvenuta una crescita enorme, per dimensionale e qualità. Una storia di successo, perchè Call&Call ha scelto la filosofia della qualità del servizio, del rispetto delle regole e della corretta gestione del personale. Da parte nostra, abbiamo fortemente creduto nella loro imprenditorialità. Una realtà consolidata che ci offre garanzie a 360 gradi.”

Ha concluso Claudio Burlando: “Siamo di fronte ad una realtà di eccellenza, che ha compiuto due “miracoli”: un personale di altissima qualificazione e una grande fiducia in se stessa che ha portato ad un processo di stabilizzazione consolidato. La Regione aiuta questi processi, specialmente per assunzioni a tempo indeterminato, a fronte di una legislazione nazionale che con l’Irap penalizza invece le imprese che assumono. Per fortuna ci sono Aziende come Call&Call che aumentano l’occupazione ed investono risorse anche in questa fase così difficile.”

Autore : Marco Ursano

Fonte: http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cronaca/Call-e-Call-assume-altre-75-persone-ed-57150.aspx

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Altre settantacinque assunzioni a tempo indeterminato per la società di call center Call & Call. Dall’inizio del 2010 l’azienda spezzina ha aumentato il personale di unità e oggi conta 950 occupati dei quali 750 assunti a tempo indeterminato. Umberto Costamagna, presidente e fondatore del Gruppo Call & Call, ha presentato oggi alla stampa la crescita della sede spezzina che gestisce il «Centro di eccellenza ENEL della relazione con il cliente». La sola commessa Enel, nella sede spezzina, impiega 750 persone che gestiscono fino a ventimila chiamate al giorno.

Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/la_spezia/2010/02/12/AMl145MD-altre_assunzioni_center.shtml

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Grinta ed amarezza ieri mattina in Via Eliodoro Sollima, dove diversi lavoratori hanno dato vita ad una manifestazione di protesta, indetta dal Comitato Spontaneo Multimedia Planet in collaborazione con il Circolo “Che Guevara”, nei confronti delle società del gruppo Phonemedia, i cui 7000 dipendenti non ricevono gli stipendi ormai da 5 mesi. La manifestazione aderiva ad una campagna nazionale, si è tenuta di fronte la sede di una società collegata al gruppo incriminato, ed è stata animata da tanti lavoratori muniti di megafono e striscioni realizzati per reclamare dei diritti finora calpestati; diritti a gran voce ricordati anche ai rappresentanti delle forze dell’ordine presenti sul posto per scongiurare eccessivi disordini, che in realtà non si sono verificata. “Siamo in protesta da diversi mesi, ma in occupazione presso la nostra sede principale di Trapani, che si trova in Via Formica, dal 12 gennaio – dice a nomi di tanti lavoratori Bice Pappa – Circa un centinaio di persone che manifestano non solo perchè non ci pagano e abbiamo perso gli stipendi, ma anche perchè si sono venute a creare altre forme dello stesso lavoro nell’hinterland trapanese rubando le nostre commesse. Non abbiamo alcuna prospettiva – ribadisce la Pappa – siamo senza speranze, aggrappati solo al commissariamento dell’azienda, che però non arriva mai. Una cosa ci preme far presente al Governo nazionale e locale, e cioè che ci sono delle persone che sfruttano i finanziamenti e i contributi dello Stato per danneggiare l’occupazione già abbastanza in crisi. E’ importante che si sappia che si stanno facendo morire 920 persone di fame per attivare altri call center grazie ai quali recuperare contributi e le 488 statali e regionali ecc…”. Duro lo sfogo dei lavoratori che ribadiscono: “Non abbiamo ricevuto il sostegno vero di alcun rappresentante politico. Durante i primi giorni dell’occupazione abbiamo verificato la vicinanza di alcuni rappresentanti delle istituzioni, ma è stato qualcosa di fittizio. I politici venivano al call center quando questo era in auge per fare passerella, adesso nessuno viene a darci risposte e sostegno”. Accanto ai lavoratori in protesta ieri mattina anche il Circolo “Che Guevara” rappresentato da Francesco Angileri. “Siamo sempre dalla parte di tutti i lavoratori soprattutto se sfruttati – dice quest’ultimo – vogliamo scongiurare che si possa ripetere anche a Marsala questo increscioso fenomeno dello sfruttamento di molti giovani così come è successo a Trapani. Ma la nostra posizione naturalmente è quella di chi è vicina a queste famiglie rimaste drammaticamente senza stipendio”.

Fonte: http://a.marsala.it/economia/lavoro/12353-ieri-la-protesta-dei-call-center-parlano-i-protagonisti.html

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(Jamma) Maurizio Ughi, patron della Snai, il big delle scommesse con 450 agenzie affiliate, conferma al «Tirreno»: «Sì, siamo interessati all’acquisto del call center di Telegate a Guasticce. La trattativa con Seat è ad una fase cruciale. Entro due settimane ci sarà la fumata decisiva. Speriamo che sia bianca…», spiega Ughi.

Telegate ha un call center anche a Torino, ma Snai punta solo a quello di Livorno. Una scommessa non solo economica, ma che si intreccia con la storia della famiglia Ughi.   Tutto parte da Livorno. Parte infatti da Livorno la storia della dinasty delle scommesse. Livornese è Luigi, il babbo di Maurizio, che durante la guerra si trasferì a Lucca, dove oltre a Maurizio, nel 1945 è nato anche il primogenito Claudio. Luigi Ughi con il fratello Paolo, gemello, iniziò a gestire bar e agenzie ippiche.  Claudio, noto pediatra dell’ospedale di Pisa, ha ereditato, insieme a Maurizio, le attività delle agenzie di scommesse fondate dal padre. Un cugino, Massimo, anestesista, è titolare di agenzie ippiche, di cui in passato è stato socio anche Fabrizio, un altro cugino di Maurizio.

«Quello di Guasticce è un ottimo call center. E’ sicuramente interessante da rilevare. Ma certo il fatto che sia a Livorno per noi Ughi ha un valore anche affettivo. Siamo molto legati a questa città», dice il patron di Snai, di cui Maurizio Ughi è presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di Snai spa, società holding del Gruppo Snai, quotata in Borsa dal 1973.

  Il trasferimento a Lucca.

Durante la guerra Luigi Ughi si trasferisce a Lucca, dove nel 1945 nasce Claudio e tre anni dopo Maurizio, il 13 febbraio per la precisione. Conseguito il diploma di geometra anche Maurizio segue le orme del padre e dello zio. Se Livorno è la città delle radici, Lucca per il patron di Snai rappresenta «il luogo del cuore», del suo buen retiro settimanale, dopo i lavori milanesi. Qui abita con la moglie Patrizia e i tre figli: Elisabetta, 33 anni, Federica 30 e Luigi 19.   Gli amori lungo il Serchio. Dei suoi anni giovanili Ughi ricorda i frequenti amoreggiamenti lungo il Serchio, luoghi dove «era facile appartarsi tra gli alberi, il greto del fiume». Lì, quando aveva vent’anni, era solito portare le ragazze che spasimavano per lui: «Sì, ero ritenuto un bel ragazzo, piacevo alle donne», ammette. E, sorridendo, rivela che il suo amo amoroso era la canzone Il cielo in una stanza di Mina: «E’ la canzone del cuore perché cantandola, non so perché, riuscivo più facilmente a conquistare una donna».  Dell’altro sesso Ughi tratta pennellate elegiache: «La donna per me è una creatura quasi divina. E’ un po’ come un miraggio che ti dà la spinta ogni giorno ad uscire di casa e affrontare la vita».

  Il re delle scommesse. Sulle orme del padre Maurizio riesce ad espandere l’azienda di famiglia. Oggi gli Ughi gestiscono attraverso il consorzio Toscom 35 agenzie di scommesse ippiche e sportive a Livorno, Pisa, Lucca, Firenze, Prato, Scandicci, S. Miniato, Montevarchi, Quarrata. Presidente del consorzio è il livornese Massimo Ughi, cugino di Maurizio.  Nel novembre 1989 diviene presidente dello Snai, il sindacato nazionale agenzie ippiche, che dirige sino al giugno 1999. Nel 1990 crea, insieme a tutti gli altri agenti ippici italiani, la società Snai servizi, di cui è presidente sino al 1998. Lascia poi la presidenza di Snai Servizi Srl per assumere la Presidenza di Snai spa, quotata alla Borsa valori di Milano. Snai spa è proprietaria degli ippodromi di Milano, e in Toscana è proprietaria dell’Ippodromo Sesana di Montecatini, e ha una partecipazione del 30% nell’ippodromo San Rossore di Pisa e delle Capannelle a Roma. In Snai Servizi le quote sono possedute dalle singole agenzie ippiche, il potere degli Ughi è limitato alle quote delle 22 agenzie di cui sono gestori. La Snai, che ha 600 dipendenti, ha fatturato nel 2008 507 milioni di euro.   Casa e ippodromo. Due le grandi passioni di Ughi: la famiglia e i cavalli. «Il segreto del mio successo? Mia moglie, che è stata sempre molto paziente con me, e i miei figli. Per me la famiglia è un valore fondamentale: mi dà serenità e mi ricarica quando magari torno a casa con le pile un po’ consumate dal lavoro».

 Riguardo ai cavalli, Ughi ha iniziato a praticare l’equitazione da giovanissimo. Nel 2000 Snai spa ha acquistato il cinquanta per cento di Varenne, il mitico cavallo. Un fiore all’occhiello: «E’ sicuramente il cavallo cui sono più affezionato», dice il patron di Snai. Che gestisce i marchi legati a Varenne mentre l’attività di monta e di raccolta del seme è stata affidata ad un’altra società.   Siena e Montecatini. Pur non essendo patito del pallone, Ughi ha fatto una breve escursione nel mondo del calcio, nel 1998 quando ha acquistato il Siena, che allora militava in serie C.  Un anno dopo però dovette vendere la società perchè fu approvata una legge che vietava ai gestori di scommesse di essere proprietari di società sportive per palese conflitto di interessi. «Ma quella squadra che noi costruimmo ha rappresentato l’ossatura del Siena approdato negli anni successivi in serie A», dice.  Ughi è proprietario dell’ippodromo di Montecatini, città in cui Snai è stata anche titolare della locale società di basket.   La carezza del papa. A 62 anni Maurizio Ughi dice di sentirsi ancora giovane ma quando la mattina si guarda allo specchio, aggiunge di «notare nel volto i segni dell’invecchiamento». Paura della morte? «No, io sono cattolico per educazione familiare e credo che ci sia qualcosa oltre la morte. La ragione viene meno, ma i sentimenti, l’anima no», sostiene convinto Ughi.  Una fede, quella del patron di Snai, che affonda le radici in un gesto di papa. Papa Giovanni XXIII, che nella sera dell’11 ottobre 1962, disse alla folla accorsa in piazza San Pietro per l’apertura del Concilio: «Tornando a casa date una carezza ai vostri figli e dite che è la carezza del papa». Commenta Ughi: «Lì, in quella frase, c’è tutto il senso della mia fede».

Fonte: http://www.jamma.it/articolo.asp?id=23512

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