(Jamma) Maurizio Ughi, patron della Snai, il big delle scommesse con 450 agenzie affiliate, conferma al «Tirreno»: «Sì, siamo interessati all’acquisto del call center di Telegate a Guasticce. La trattativa con Seat è ad una fase cruciale. Entro due settimane ci sarà la fumata decisiva. Speriamo che sia bianca…», spiega Ughi.
Telegate ha un call center anche a Torino, ma Snai punta solo a quello di Livorno. Una scommessa non solo economica, ma che si intreccia con la storia della famiglia Ughi. Tutto parte da Livorno. Parte infatti da Livorno la storia della dinasty delle scommesse. Livornese è Luigi, il babbo di Maurizio, che durante la guerra si trasferì a Lucca, dove oltre a Maurizio, nel 1945 è nato anche il primogenito Claudio. Luigi Ughi con il fratello Paolo, gemello, iniziò a gestire bar e agenzie ippiche. Claudio, noto pediatra dell’ospedale di Pisa, ha ereditato, insieme a Maurizio, le attività delle agenzie di scommesse fondate dal padre. Un cugino, Massimo, anestesista, è titolare di agenzie ippiche, di cui in passato è stato socio anche Fabrizio, un altro cugino di Maurizio.
«Quello di Guasticce è un ottimo call center. E’ sicuramente interessante da rilevare. Ma certo il fatto che sia a Livorno per noi Ughi ha un valore anche affettivo. Siamo molto legati a questa città», dice il patron di Snai, di cui Maurizio Ughi è presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di Snai spa, società holding del Gruppo Snai, quotata in Borsa dal 1973.
Il trasferimento a Lucca.
Durante la guerra Luigi Ughi si trasferisce a Lucca, dove nel 1945 nasce Claudio e tre anni dopo Maurizio, il 13 febbraio per la precisione. Conseguito il diploma di geometra anche Maurizio segue le orme del padre e dello zio. Se Livorno è la città delle radici, Lucca per il patron di Snai rappresenta «il luogo del cuore», del suo buen retiro settimanale, dopo i lavori milanesi. Qui abita con la moglie Patrizia e i tre figli: Elisabetta, 33 anni, Federica 30 e Luigi 19. Gli amori lungo il Serchio. Dei suoi anni giovanili Ughi ricorda i frequenti amoreggiamenti lungo il Serchio, luoghi dove «era facile appartarsi tra gli alberi, il greto del fiume». Lì, quando aveva vent’anni, era solito portare le ragazze che spasimavano per lui: «Sì, ero ritenuto un bel ragazzo, piacevo alle donne», ammette. E, sorridendo, rivela che il suo amo amoroso era la canzone Il cielo in una stanza di Mina: «E’ la canzone del cuore perché cantandola, non so perché, riuscivo più facilmente a conquistare una donna». Dell’altro sesso Ughi tratta pennellate elegiache: «La donna per me è una creatura quasi divina. E’ un po’ come un miraggio che ti dà la spinta ogni giorno ad uscire di casa e affrontare la vita».
Il re delle scommesse. Sulle orme del padre Maurizio riesce ad espandere l’azienda di famiglia. Oggi gli Ughi gestiscono attraverso il consorzio Toscom 35 agenzie di scommesse ippiche e sportive a Livorno, Pisa, Lucca, Firenze, Prato, Scandicci, S. Miniato, Montevarchi, Quarrata. Presidente del consorzio è il livornese Massimo Ughi, cugino di Maurizio. Nel novembre 1989 diviene presidente dello Snai, il sindacato nazionale agenzie ippiche, che dirige sino al giugno 1999. Nel 1990 crea, insieme a tutti gli altri agenti ippici italiani, la società Snai servizi, di cui è presidente sino al 1998. Lascia poi la presidenza di Snai Servizi Srl per assumere la Presidenza di Snai spa, quotata alla Borsa valori di Milano. Snai spa è proprietaria degli ippodromi di Milano, e in Toscana è proprietaria dell’Ippodromo Sesana di Montecatini, e ha una partecipazione del 30% nell’ippodromo San Rossore di Pisa e delle Capannelle a Roma. In Snai Servizi le quote sono possedute dalle singole agenzie ippiche, il potere degli Ughi è limitato alle quote delle 22 agenzie di cui sono gestori. La Snai, che ha 600 dipendenti, ha fatturato nel 2008 507 milioni di euro. Casa e ippodromo. Due le grandi passioni di Ughi: la famiglia e i cavalli. «Il segreto del mio successo? Mia moglie, che è stata sempre molto paziente con me, e i miei figli. Per me la famiglia è un valore fondamentale: mi dà serenità e mi ricarica quando magari torno a casa con le pile un po’ consumate dal lavoro».
Riguardo ai cavalli, Ughi ha iniziato a praticare l’equitazione da giovanissimo. Nel 2000 Snai spa ha acquistato il cinquanta per cento di Varenne, il mitico cavallo. Un fiore all’occhiello: «E’ sicuramente il cavallo cui sono più affezionato», dice il patron di Snai. Che gestisce i marchi legati a Varenne mentre l’attività di monta e di raccolta del seme è stata affidata ad un’altra società. Siena e Montecatini. Pur non essendo patito del pallone, Ughi ha fatto una breve escursione nel mondo del calcio, nel 1998 quando ha acquistato il Siena, che allora militava in serie C. Un anno dopo però dovette vendere la società perchè fu approvata una legge che vietava ai gestori di scommesse di essere proprietari di società sportive per palese conflitto di interessi. «Ma quella squadra che noi costruimmo ha rappresentato l’ossatura del Siena approdato negli anni successivi in serie A», dice. Ughi è proprietario dell’ippodromo di Montecatini, città in cui Snai è stata anche titolare della locale società di basket. La carezza del papa. A 62 anni Maurizio Ughi dice di sentirsi ancora giovane ma quando la mattina si guarda allo specchio, aggiunge di «notare nel volto i segni dell’invecchiamento». Paura della morte? «No, io sono cattolico per educazione familiare e credo che ci sia qualcosa oltre la morte. La ragione viene meno, ma i sentimenti, l’anima no», sostiene convinto Ughi. Una fede, quella del patron di Snai, che affonda le radici in un gesto di papa. Papa Giovanni XXIII, che nella sera dell’11 ottobre 1962, disse alla folla accorsa in piazza San Pietro per l’apertura del Concilio: «Tornando a casa date una carezza ai vostri figli e dite che è la carezza del papa». Commenta Ughi: «Lì, in quella frase, c’è tutto il senso della mia fede».
Fonte: http://www.jamma.it/articolo.asp?id=23512
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