Si leggono ancora i libri? Più di 24 milioni di italiani accedono a internet, per la prima volta gli accessi a Facebook hanno superato quelli a Google, e piu’ di 10 milioni si colegano a FB, in media per 40 minuti al giorno.
Si leggono ancora i libri? more…
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“Stiamo trasferendo la sua chiamata all’operatore Venezia 12“. All’inizio dei primi servizi clienti ci eravamo abituati a sentire il disco risponditore che ci preannunciava l’accento della voce che ci avrebbe risposto. more…
” Sarebbe meglio che il Costa ci dicesse come stanno veramente le cose.La ripresa del lavoro prima marzo poi maggio/giugno ultima il secondo semestre.La prossima volta che storiella ci racconterà? Forse che Cappuccetto Rosso ha mangiato il lupo. “
Entro la fine del mese si terranno le elezioni per il rinnovo della R.S.U. di Call & Call Pistoia. Un appuntamento importante per i 565 dipendenti del call center, già Answers S.p.A., che sono riusciti con 100 giorni di Assemblea Permanente a uscire dal pantano del ”faraonico” gruppo Phonemedia per entrare nelle acque sicuramente meno agitate di Call & Call S.p.A..
In momenti “elettorali” come questo è importante poter contare su una continua e diretta informazione tra corpo elettorale e candidati, con un confronto aperto tra le varie liste e, se possibile, in modo democraticamente imparziale.
In tale ottica su questo blog verranno ospitate videointerviste e dichiarazioni dei candidati e delle liste, verranno aperte discussioni per stimolare domande dei dipendenti e conoscere al riguardo l’orientamento e le idee degli eleggibili.
Verrà chiesto al Presidente della Commissione Elettorale di illustrare le modalità delle votazioni,per una corretta comprensione dei relativi tecnicismi.
Lo spirito di questo blog e’ in linea con i dettami del web 2.0, ovvero informazione, rispetto, correttezza, reciprocità e condivisone. I contenuti in linea con i suddetti dettami non sono quindi tollerati e saranno immediatamente bannati.
Grazie e a presto.
Armando Alibrandi
Il futuro. Quale futuro per i call center in generale e per Call & Call in particolare. Ristrutturazioni, fusioni, chiusure di call center sono all’ordine del giorno. Ultimo in ordine di tempo, ma sicuramente ne seguiranno altri, il caso che vede coinvolto Teleperformance.
850 sono i dipendenti di Teleperformance che rischiano il posto di lavoro. Scioperi, mobilitazioni, interventi ministeriali: tutto già visto. E alla fine quale sarà il futuro di questo e di altri call center.
Un pensiero di Stefania, che sicuramente e’ condiviso da centinaia o migliaia di dipendenti del settore. Si, perchè per la maggior parte parliamo di donne, spesso alla prima occupazione magari sono l’unica fonte di sostentamento della famiglia. Single, separate, o magari con il compagno disoccupato o in cassa integrazione. Questa è la realtà che spesso si nasconde dietro la voce femminile di tanti call center.
STEFANIA
Buongiorno dottor Costamagna. Sono una sua dipendente al call center di Pistoia. Ho 30 anni, due figli e sono separata. Il mio lavoro e’ buona parte del sostentamento della mia famiglia. Finalmente, grazie a lei, il lavoro e’ ripartito. Ma durera’? Si legge continuamente di call center in chiusura o in riduzione di personale. Grazie. Stefania
LA RISPOSTA La videointervista a Umberto Costamagna
Dopo l’articolo che ho pubblicato Una domanda a Umberto Costamagna sono arrivati diversi commenti. A due di questi, di Sabrina e Luca, mi e’ pervenuto il commento di Umberto:
SABRINA
Buongiorno, a tutti, buongiorno Signor Presidente, le domande sono due che vorrei rivolgerle, la prima è questa: che possibilità hanno di rientrare a sedere in postazione e riprendere il lavoro, tutti i colleghi che ad oggi sono ancora tagliati fuori? Si vocifera, come spesso accade, le voci in questi casi, sono di normale routine, che a fine anno, saremo tutti a casa, che l’azienda chiuderà i battenti. Vuole dare una risposta a queste voci?
Mi ritengo un “eletta”, sono rientrata fra i primi 100, però penso a chi ancora non ha avuto questa possibilità, mamme con monoreddito e ragazzi giovani che sono in attesa, un attesa che sicuramente non è molto serena.
Grazie per alcune accortezze che ha avuto, per migliorare le nostre condizioni, vedi contenitori dell’acqua e altro, mi fanno ben pensare e sperare.
Grazie.
LUCA
Signor Umberto Costamagna, Lei ha dichiarato apertamente nella serata di venerdi 19 febbraio che avrebbe rimesso in piedi l’azienda da Lei appena affittata nel giro di poche settimane, anche perché se questo non fosse avvenuto sarebbe stata una rimessa in termini finanziari. Con quale criterio ha deciso di acquisire l’azienda? Aveva abbastanza sicurezza che ciò sarebbe potuto avvenire? Il motto riportato sulla maglietta che ci ha consegnato quella sera, cioè
“SI RIPARTE E IO CI SONO
Call&Call Pistoia”
adesso possiamo ancora dire che è attendibile?
Sorgono dubbi, molti dubbi, un pò a motivo della mancanza di informazione da parte dell’azienda dove in primo luogo sembra aver abbandonato i dipendenti che avevano riposto in Lei le loro speranze e che adesso dopo mesi ancora si trovano a casa senza stipendio e un pò a motivo della mancanza di reali prospettive per i prossimi mesi in mancanza di lavoro nella sede. Le parlo perchè sono padre di due figli piccoli e so che come me molti colleghi hanno gli stessi miei problemi: cosa l’ha spinta a intraprendere un’ impresa di questo tipo senza avere la certezza di ciò a cui saremmo andati incontro, sia Lei che noi dipendenti? Aveva garanzie nel momento che ha preso l’azienda che saremmo rientrati tutti? Si? Da parte di chi? E’ segno che allora qualcuno non ha mantenuto le promesse fatte. Vede, ci dispiacerebbe pensare che Lei non è in grado di mantenere le promesse fatte, almeno non vorremmo pensarlo noi dipendenti. Resta difficile però tirare avanti per mesi una famiglia senza avere uno stipendio o un minimo di entrata. Cosa risponderebbe ai suoi figli che Le chiedono il necessario della vita giornaliera (non il superfluo) e Lei non è in grado di poterlo provvedere? Credo in tutta sincerità che risulterebbe mortificante e deprimente. Questa purtroppo è la realtà in cui ci ritroviamo adesso noi dipendenti ex Answers che abbiamo riposto speranze nella Sua azienda. Spero di non aver offeso la Sua persona, le ho riportato solo quelle che sono le difficoltà che abbiamo, La ringrazio per la Sua attenzione.
Luca Forasassi
UMBERTO
Ringrazio Armando e il suo blog per darmila possibilità di dialogare con tutti voi. E’ la mia seconda volta che intervengo come blogger: preferisco parlare alle persone o ascoltarle guardandole negli occhi e interagendo con loro “dal vivo”. Agli incontri “virtuali” preferisco quelli reali e a unaserata su Facebook preferisco un incontro con gli amici, magari davanti a una bottiglia di rosso generoso e soprattutto vero.
Però credo che sia cosa utile e giusta utilizzare anche questi spazi.
Armando ha lanciato la discussione (poi risponderò anche a te), Sabrina ha posto domande molto concrete e serrate, Luca ci ha dato un altro scorcio di esperienza vera e dannatamente concreta (tranquillo: non solo non mi hai offeso ma ti ringrazio davvero per aiutarmi a non dimenticare mai che dietro le strategie, le riunioni, i numeri, le decisioni… ci sono sempre uomini e donne veri e vivi e che qualsiasi decisione uno possa prendere, alla fine questa tocca persone reali e non situazioni virtuali.
Proverò, se siete d’accordo, a rispondere per punti alle varie questioni poste.
1) CHI ME LO HA FATTO FARE?
L’ho già detto e ripetuto diverse volte ma mi fa piacere ribadirlo: mi sono interessato a Pistoia e alla crisi di Answers a fine ottobre 2009 per un semplice motivo. Sapevo che a Pistoia si lavoravano due campagna interessanti (Enel e Tim), che c’era un bel gruppo di operatori che sulla campagna Enel, in qualità di concorrente, ci dava filo da torcere, che Enel era molto contenta del lavoro che si faceva a Pistoia. E allora ho pensato di provare a dare un futuro a questa azienda e a questi 500 lavoratori che stavano lavorando bene: ho contattato Enel e ho chiesto loro se ci avrebbero continuato a dare lavoro quando l’attività fosse ricominciata. Enel, conoscendoci, ha avuto fiducia in noi e nei lavoratori e nelle lavoratrici pistoiesi e alla fine, dopo non poca fatica, siamo riusciti a chiudere l’accordo di affitto di ramo con la vecchia proprietà (unico call center in Italia che è riuscito a recuperare una situazione di difficoltà all’interno della galassia Phonemedia!).
Insomma, non ce l’ha… ordinato il dottore di entrare a Pistoia e sicuramente se l’abbiamo fatto è per dare un futuro a questa struttura che oggi sentiamo parte integrante del gruppo Call & Call, ormai una delle principali realtà imprenditoriali nel settore dei contact center italiani.
Odio dal profondo del cuore gli sciacalli, le cassandre e i profeti di sventura che, guardando nella loro inutile e sgualcita sfera di cristallo, sicuramente per qualche fine sconosciuto, gettano ondate di falsità e soprattutto di incertezza (e qui mi vengono in mente le parole del grande Francesco, in parte anche pistoiese dell’appennino: “ne abbiam bisti geni e maghi uscire a frotte… per scomparire”!
Lo dico chiaro e forte: non ho recuperato Pistoia per “chiuderla a fine anno”! Che senso avrebbe? Che stupidaggine sarebbe? Non devo rispondere a nessuno se non al mercato, alla mia coscienza, ai miei soci e ai miei dipendenti: e proprio con questa certezza che ribadisco ancora una volta che CALL & CALL PISTOIA è una precisa scelta a lungo termine, parte integrante ed essenziale del progetto di sviluppo del nostro gruppo.
IL MOMENTO ATTUALE
Certo siamo partiti in modo più lento di quello che avevo pensato. Il traffico su Enel è minore di quello che ci aspettavamo, ma questa è una situazione momentanea e soprattutto comune a tutti gli operatori. Non siamo rimasti con le mani in mano, di fronte a questa situazione che, ripeto, ci è stato assicurato momentanea e relativa al primo semestre dell’anno. A fine mese – come abbiamo detto ai rappresentanti sindacali dell’azienda e ai responsabili provinciali nel recente incontro di settimana scorsa – partirà un nuovo corso di formazione su Enel e stiamo aspettando nuove macchine da loro per aumentare il lavoro della parte back office. E dunque sono abbastanza confidente che su Enel entro qualche mese riusciremo a recuperare tutto il lavoro di proma.
Certo, non mi nascondo che mi aspettavo di recuperare un po’ di lavoro da Tim: siamo andati a trovarli ma, al momento, anche Tim registra un calo importante nelle telefonate e inoltre per quest’anno ha già alloccato il suo budget di attività ad altri call center.
Noi però, io, i miei soci Simone e Domenico, la nostra struttura commerciale di gruppo, non molliamo. Nè con Tim nè con altri. Ormai, in tutte le nostre offerte commerciali, proponiamo sempre il sito di Pistoia per riuscire a rimettere tutti i lavoratori e le lavoratrici in attività.
Forse, se mi faccio un esame di coscienza, posso affermare senza problemi che a febbraio ho peccato di un eccesso di ottimismo: di questo vi chiedo scusa ma pensavo che Enel partisse più in fretta e che Tim in qualche misura ci facesse ripartire. Così non è stato ma vi assicuro che la partita non è chiusa: sto, stiamo lavorando perchè al più presto si possa tornare tutti ai livelli di prima.
QUALCHE NUMERO
Capisco le parole di Luca e, con il mio niente, gli sono vicino. Ho conosciuto da vicino, personalmente quella situazione e concordo pienamente che è un dramma. Sono figlio di una casalinga e di un ferroviere e per mantenermi gli studi (“due soldi di elemntari e uno di università”, sempre per citare il grande Francesco…) ho fatto di tutto e so bene cosa si prova a perdere il lavoro; non solo, ma a un momento della mia vita, anch’io con un figlio piccolo, ho provato in concreto l’esperienza di Luca, di non sapere cosa rispondere a mio figlio sul mio lavoro. Ma non mi sono dato per vinto e ho ricominciato dall’inizio e ora sono qui.
Volevo solo ricordare che ad oggi sono circa 200 le persone che hanno ripreso il lavoro, 300 sono state formate e altre lo saranno e anche chi è andato in cassa integrazione ha per lo meno la possibilità di ricevere l’indennità che prima non aveva (e anche noi, nel nostro piccolo, un segnale di condivisione lo abbiamo dato anticipando qualche euro a tutti i dipendenti.
Sono sicuro che questo non basta ma sono altrettanto sicuro che questa situazione migliorerà e non per una mia previsione o per pio desiderio ma proprio perchè, come imprenditore che ha compiuto una scelta come quella di affittare il ramo di azienda di Pistoia, mi sto impegnando con tutta la mia struttura perchè la situazione di normalità e di lavoro per tutti sia ripristinata quanto prima. Vi prego di credere che queste non sono parole al vento, il solito bla bla bla per cercare di dare un risposta ma un preciso percorso di sviluppo che stiamo portando avanti e che credo (il mio ottimismo e la mia fiducia non mi abbandonano mai!) porterà risultati concreti quanto prima. Su questo vi dò, per quel che vale, la mia parola che l’impegno mio e di tutta la nostra stuttura sarà al massimo.
Lo voglio ripetere a Luca, a Sabrina e a tutti voi: non sono venuto a Pistoia perchè non sapevo cosa altro fare o per sfruttare un’occasione. Sono venuto a Pistoia per rimanerci e per far crescere la nostra realtà e il nostro lavoro! Ho una faccia sola e questa metto in gioco!
AD ARMANDO
Mi chiedi dei boy scout o dei militari. Io credo, o meglio, io mi sono sempre comportato con i miei collaboratori e con i miei dipendenti, come compagni di viaggio, persone con le quali sto condividendo un pezzo della mia strada e del mio cammino. Non mi vedo bene in grigioverde o con stellette e alamari: sicuramente nella mia vita il fazzolettone degli scout non è mancato (almeno dai 14 ai 35 anni!) e proprio dal fondatore degli scout B.P. mi porto dentro una frase sulla quale mi impegno, con tutti i miei limiti e miei errori (che non sono pochi) ogni mattina: “cercare di lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’ho trovato”. La situazione di Luca e degli altri è qualcosa su cui impegnarmi e cercare di migliorare con tutta la mia volontà e il mio impegno.
Un caro abbraccio,
Umberto
Nella sede di Call & Call Pistoia Umberto Costamagna è ormai una presenza familiare: almeno un giorno a settimana è presente in azienda, nonostante i numerosi call center del Gruppo distribuiti in tutta Italia, con 3.000 dipendenti.
Arriva di buon mattino, nonostante il viaggio, quasi fosse uno dei tanti dipendenti. Prende posto a uno dei banconi del salone, installa il suo portatile e si siede alla poltroncina. Fatta scomparire la giacca dell’elegante completo e in maniche di camicia, rispondendo al cellulare dalla sua “postazione”, sembra uno delle sue centinaia di dipendenti.
Non un presidente protetto da una stanza ovattata e dai vetri oscurati, ma un “operatore” in mezzo agli operatori. Anche il sorriso amichevole e il tu, spontaneo e non “forzato”, con cui dialoga con tutti, e’ piu’ da dipendente che da compassato dirigente.
Ma tutti intorno a lui sanno che dalle scelte di Umberto Costamagna puo’ dipendere il loro futuro. E sicuramente mentre lo guardano hanno in mente una, dieci o piu’ domande che gli vorrebbero rivolgere.
Avremo un futuro? Lavoreremo tutti? Quando le ferie? Per che squadra tifa? Le piace Pistoia?
Si, perchè vedere il presidente vicino, magari per sei o otto ore, fa venire in mente all’operatore tanti pensieri, idee importanti ma anche banali quesiti, tra una pausa e l’altra delle decine di telefonate che entrano dalle cuffie.
A me in realtà ne viene in mente solo una, le altre, quelle importanti, sono di competenza dei sindacati e della rsu.
“Dottor Costamagna, Lei i dipendenti li vede come piloti delle Frecce Tricolori o come Boy Scout? Agguerriti piloti che sfidano la sorte senza conoscere chi li guida e i mezzi che hanno a disposizione o volenterosi “esploratori” in cerca di esperienze e fiduciosi nel Capo e nel futuro?”
Mi tormenta pensare quale possa essere la risposta, anche se tra la divisa di freddo colonello e il fazzolettone di capo scout, vedo di piu’ il Presidente ……………….
E perchè mi viene in mente proprio questa domanda? Quale esperienza del passato, triste o felice, mi porta proprio queste immagini?
E a voi quale domanda viene sempre in mente? Magari troviamo il coraggio per farle.
Grazie per avermi letto e …..Buona Strada.
Armando Alibrandi.
CASARANO LA SOCIETÀ CONTA 316 DIPENDENTI. IL PRESIDENTE UMBERTO COSTAMAGNA: «REALTÀ IN CONTROTENDENZA».
Stabilizzati tutti i precari di Call & call Salento a Casarano. Con le 45 assunzioni degli ultimi tre mesi, Call & call Salento, il call center con sede a Casarano, giunge a contare 316 dipendenti, tutti con contratto a tempo indeterminato.
I numeri del call center di Casarano sono ancora più significativi, se si pensa che l’età media dei dipendenti, il cui 73 per cento è costituito da donne, è di 35 anni.
Il centro di Casarano è una delle nove sedi di «Call & call» operative in Italia, per un totale di 2607 dipendenti. Nel 2009 il call center di Casarano, attualmente dedicato ad Enel, ha fatturato poco meno di 5milioni e 500mila euro, pari al 16 per cento del fatturato del gruppo.
Nei giorni scorsi il numero due di Enel, Gianfilippo Mancini, è stato nel call center di Casarano, decidendo di estendere al resto dei call center di Enel alcune soluzioni adottate a Casarano. E pensare che tutto nacque per la caparbietà dell’ex consigliere comunale Gianfranco Morgante, assecondato dall’ex primo cittadino Remigio Venuti.
«Oggi – spiega il presidente di Call & call, Umberto Costamagna – siamo il quinto call center a livello nazionale e siamo l’unico esempio in Italia ad essere riuscito a superare una situazione di crisi drammatica, addirittura continuando ad assumere in un momento in cui tutti licenziano. Si tratta di un risultato che ha del sorprendente, se si pensa che siamo partiti nel 2007 con soli quattro dipendenti a tempo indeterminato e 45 collaboratori a progetto. Oggi, invece, dopo un processo di stabilizzazione, abbiamo 316 dipendenti senza neppure un precario. A breve, inoltre, prenderà vita l’associazione di volontariato “Call Friends” che organizzerà iniziative di solidarietà nei call center del gruppo, attraverso, ad esempio, la possibilità di acquisti solidali. Proprio per questo stiamo contattando alcuni produttori salentini». Insomma, un esempio di eccellenza, come lo definisce il sindaco Ivan De Masi, nel cuore del Salento e destinato a far scuola nel resto d’Italia. I numeri del call center di Casarano sono ancora più significativi, se si pensa che l’età media dei dipendenti, il cui 73 per cento è costituito da donne, è di 35 anni.
L’azienda casaranese “Call&Call Salento” in tre anni è passata da 49 a 316 dipendenti, tutti con contratto a tempo indeterminato. Il presidente Umberto Costamagna ha illustrato ieri i lusinghieri risultati.
Quarantacinque nuove assunzioni negli ultimi tre mesi. Stabilizzazione di tutti i dipendenti dell’azienda. Una crescita occupazionale eccezionale, se si tiene conto degli attuali tempi di crisi, registrata dalla “Call&Call Salento“, la società di contact center e telemarketing, che ha la propria sede nella zona industriale di Casarano. Ieri mattina, è stato lo stesso Umberto Costamagna, presidente e fondatore del gruppo “Call&Call”, a dare la notizia ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa, insieme al sindaco Ivan De Masi, sfornando i numeri dell’azienda che segnano una crescita costante.
E’ l’emblema della nuova fase industriale di Casarano, quella nata sulle macerie della crisi del Tac (tessile-abbigliamento-calzature), il settore che trainava l’economia della città e del suo territorio. La “Call&Call Salento”, con i suoi 316 dipendenti e i circa 5,5 milioni di euro di fatturato, è diventata la realtà imprenditoriale più significativa dell’ex capitale pugliese della calzatura. Il patron, Umberto Costamagna, un passato nell’editoria (è stato anche collaboratore di “Quotidiano”), ha voluto marcare questo passaggio epocale: l’azienda salentina, in soli tre anni, è passata da 49 a 316 dipendenti. Ma le cifre non dicono tutto, anzi dicono ben poco della realtà della “Call&Call Salento”.
Fino al 2008, infatti, il personale con contratto a progetto costituiva la maggioranza degli operatori; oggi, nel marzo 2010, tutti i 316 dipendenti hanno in mano un contratto a tempo indeterminato. “Vi ho convocati – ha esordito Costamagna – per darvi alcune belle notizie. La prima è che, a tre anni di distanza, ci siamo ancora, non siamo spariti, e non è poco visti i tempi. Non solo ci siamo ancora – prosegue il proprietario di “Call&Call” – ma vi annuncio che abbiamo concluso quel percorso di stabilizzazione dei dipendenti iniziato tempo fa. Oggi, in questa azienda, non ci sono più precari e soprattutto ci sono 45 nuove assunzioni. Credo che questa società stia diventando una realtà importante di questo territorio”.
“Questo particolare settore – ha affermato il sindaco – si porta addosso una cattiva fama, anche a causa di una filmografia negativa, perché per definizione rappresenta il mondo del precariato. Sicuramente – osserva De Masi – non sono le caratteristiche del centro di Casarano, che anzi può definirsi un’isola felice. Un sindaco non può che essere contento per i livelli raggiunti dalla “Call&Call Salento”, in questo particolare momento di crisi congiunturale, e il ringraziamento và anche al precedente sindaco, Remigio Venuti, che ha voluto fortemente questo insediamento”.
Fonte: http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=9930
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Dal tribunale di Novara le novità tardano ad arrivareSolidarietà ai manifestanti dal sindaco Olivo.
