Dal tribunale di Novara le novità tardano ad arrivareSolidarietà ai manifestanti dal sindaco Olivo.
Dovranno attender ancora 48 ore i lavoratori Phonemedia prima di conoscere se l’azienda verrà o meno commissariata. Ieri il giudice fallimentare di Novara, dopo aver rifiutato la richiesta di concordato preventivo avanzata da Omega Spa, si è riservato di emettere la sentenza definitiva tra due giorni.
Al grido di «commissariamento subito» i lavoratori Phonemedia hanno manifestato davanti al Tribunale unendosi idealmente ai 7 mila dipendenti che in tutta Italia hanno fatto sentire per l’ennesima volta la loro voce di fronte ai vari Palazzi di giustizia. Hanno atteso per ore la decisione del giudice fallimentare di Novara, chiamato a pronunziarsi sulla richiesta avanzata da Cgil, Cisl e Uilche nei giorni scorsi si erano attivati per chiedere agli organi giurisdizionali l’avvio delle procedure per il commissariamento.
Sotto la pioggia i dipendenti dell call center di viale Magna Graecia hanno urlato la loro disperazione. «Siamo al limite della sopravvivenza, non riusciamo a mantenere più le nostre famiglie.Questa per noi è una giornata decisiva, finalmente sapremo quale sarà il nostro destino, niente più attese,siamo stanchi».
Non percepiscono più lo stipendio da più di cinque mesi gli operatori di Phonemedia, l’azienda fondata da Fabrizio Cazzago nel 2002, diventata nel giro di pochi anni un colosso nel settore dei call center. Almeno così sembrava, se consideriamo che l’azienda poteva contare su commesse quali Telecom, Enel, Vodafone e del fatto che la società arriva ad aprire succursali fino in Argentina e in Albania. Ma a fine 2008, complice la crisi economia, qualcosa non è andata per il verso giusto: gli stipendi cominciano ad essere pagati in due tranche, Cazzago si defila e nel luglio 2009 cede Phonemedia ad Omega spa che avrebbe dovuto risollevarne le sorti. E invece, tutti i dipendenti senza lavoro, senza contributi, né veramento del Tfr e senza un euro in tasca da più di 150 giorni. Dopo ripetuti appelli da parte dei lavoratori all’azienda ricambiati con altrettanti silenzi, pochi giorni fa, il gruppo Phonemedia-Omega ha inviato una lettera comunicando la sua disponibilità all’apertura di un tavolo regionale per la concessione degli ammortizzatori sociali.
«Indifferenti al dramma di uomini e donne lasciati da mesi senza retribuzioni – ha detto Daniele Carchidi, segretario provinciale della Slc Cgil – all’indomani dell’istanza di insolvenza presentata al tribunale di Novara, questi signori si sono accorti che ci sono migliaia di persone in seria difficoltà. Troppo tardi, è sotto gli occhi di tutti la strumentalità di questa richiesta, che di fatto usa il bisogno dei lavoratori, come manovra per evitare il commissariamento». La lettera, in base a quanto riferito dalla Cgil non sarebbe nemmeno attendibile: manca, a loro dire sulla missiva, la data in cui dovrebbe tenersi il tavolo delle trattative e la firma sarebbe illegibile.
«La cosa migliore è che il tribunale di Novara – ha aggiunto Franco Arena segretario provinciale Slc Cgil – si pronunci dichirando l’insolvenza dell’azienda, solo con la nomina del commissario potrà essere garantita la cassa integrazione in deroga e sperare di rilanciare l’attività dando nuove possibilità occupazionali ai lavoratori. Non vogliamo che la cassa integrazione venga concessa ad un’azienda assente che si è rivelata un’ interlocutrice inaffidabile. Non lasceremo la vita di queste persone appesa ad Omega».
Al fianco dei lavoratori c’era anche il primo cittadino Rosario Olivo, l’unica istituzione che ha sostenuto la battaglia dei lavoratori fin dall’inizio. «Solidarietà consapevole e non formale con i lavoratori e con la rappresentanza sindacale. Mi auguro, anzi ne sono certo – ha affermato il sindaco – che si andrà nella direzione del comissariamento. Troppe sono le furbate messe in atto da predoni che hanno lasciato lavoratori e lavoratrici in mezzo ad una strada. Nel caso in cui le cose non dovessero andare come ci auguriamo, troveremo strade alternative dove tutte le istituzioni, nessuna esclusa, saranno chiamate a stare al fianco di questi lavoratori. Di fronte ad un dramma sociale nessuno può diventare sordo, nessuno può tirarsi indietro».
I lavoratori avrebbero voluto che in piazza «almeno per una volta» ci fosse stata anche il presidente della Provincia Wanda Ferro, che ha, però, delegato il consigliere Emilio Verrengia. «L’Ente intermedio più volte ha sollecitato la Regione ad un intervento, richiamando l’attenzione su quegli 11 milioni di euro stanziati e gestiti chissà come. La Provincia, fermo restando le competenze, sarà vicina ai lavoratori».
Oggi altro incontro a Roma nella sede del Ministero dello Sviluppo economico con la triplice e la presidenza del Consiglio dei ministri per discutere della situazione dei call center in Italia e concertare forme di controllo. Una regolamentazione della materia per evitare il moltiplicarsi di società di call center, che generano calo dei prezzi, svalutazione del mercato delle telecomunicazioni e conseguente licenziamento dei lavoratori.
Autore Gabriella Passariello
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