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Il 2011 ha fatto segnare il record di nuove installazioni  di impianti fotovoltaici in Toscana, un trand in costante crescita, come del resto avviene in tutta Italia.Complessivamente in regione sono stati 8.347  i nuovi allacci, a fronte dei 4.000 del 2010. La nuova produzione è pari a 337 Mw, il consumo di 160.000 famiglie. Si tratta nel 60% di impianti che erogano tra i 3 e i 20%, ma non mancano impianti di taglia superiore a 1 Kw.che di potenza

Numeri che cominciano a essere significativi, sia in termini numerici che di potenza, migliorando l’apporto di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.

Un connubio particolarmente apprezzato è quello tettoie posto auto, pannello fotovoltaico. Una soluzione, sia che si tratti di una villetta anche monofamiliare, di grandi condomini, esercizi commerciali e aziende, che viene sempre di piu’ messa in pratica. Facilità di accesso, comodità di installazione e manutenzione, corretta inclinazione e giusto orientamento dell’impianto contribuisco all’affermazione di questa soluzione.

Con il probabile sviluppo delle auto elettriche, il prossimo passo sarà ulteriore affermazione di questa copertura anche per la ricarica delle autovetture in sosta. Una scelta eco sostenibile per la locomozione, con il beneficio di produrre in proprio l’energia elettrica e di cederne l’eccedenza al Gestore.

Nei prossimi articoli parleremo ancora dell’argomento, cercando di scoprire cosa è stato fatto e cosa è possibile fare, in particolare a Pistoia.

Gli sviluppi sono dietro l’ angolo. Le informazioni e i dati presenti in questo articolo sono stati forniti anche dal sito Chiavenergia, che si ringrazia.

Sono graditi ovviamente suggerimenti, idee e informazioni.

Ciao e a presto, Armando.

 

Da molto tempo tutti sappiamo che le bottiglie di plastica da cui siamo soliti bere la nostra acqua minerale preferita, una volta gettate nel cestino della spazzatura, divengono materiale altamente inquinante che impiega migliaia di anni a decomporsi. Secondo recenti statistiche, infatti, l’industria dell’acqua in bottiglia sarebbe capace di produrre una quantità di rifiuti così ingente da riempire tutta l’area di una stanza 12 metri per 12 metri in soli 74 secondi. 
Ciò che forse molti non sanno, però, è che alcuni impianti di produzione dell’acqua stanno muovendo i primi passi verso prodotti cosiddetti ‘green’, spostando i propri investimenti su materiali nuovi, come le plastiche a base di piante, dette ‘bioplastiche’. I vantaggi sono molti e soddisfacenti nell’uso di questi nuovi materiali: dal costo di produzione, che è quasi uguale a quello delle bottiglie tradizionali a base di petrolio, all’aspetto stesso del contenitore che riesce a non cambiare rispetto al passato. Esse garantirebbero, inoltre, una fonte di reddito permanente per il settore dell’agricoltura e si attestano, perciò, come un primo passo verso una terra più verde. Esistono, quindi, bottigliette di tutti i tipi anche tra quelle eco-compatibili: da quella completamente derivata dall’amido di mais, degradabile in soli 80 giorni, a quella fatta di zuccheri vegetali smaltibili attraverso combustione con impatti ambientali veramente irrisori, a quelle in PET riciclabile fatta al 30% di materiale vegetale.

Tali risultati verso un maggiore rispetto per l’ambiente sono stati resi possibili anche grazie a molte realtà che da anni operano nel settore delle energie rinnovabili e si sono fatte carico di formare e informare sulle novità e sui progressi raggiunti in tali ambiti dalla tecnologia. Una di queste realtà è ChiavEnergia, azienda toscana leader nel settore del fotovoltaico, nata dalla volontà di riunire professionisti esperti di energie rinnovabili e green solutions, e che impegnata a portare avanti progetti ambiziosi all’insegna della multidisciplinarietà. Oltre alle attività di consulenza e progettazione, infatti, ChiavEnergia organizza corsi formativi professionali, in località immerse nella natura e in perfetta linea con gli argomenti trattati, sia per la preparazione in ambito di energia fotovoltaica, che delle biomasse.

www.chiavenergia.it

 

Via Galileo Galilei a Pistoia, nella zona industriale di Sant’Agostino. Da un lato campi incolti, erbacce e detriti che delimitano la ferrovia Pistoia – Firenze, dall’ altra capannoni e piazzali industriali.
Prima di arrivare alla sede di Call & Call Pistoia, la strada passa sotto il cavalcavia.
Fino a qualche mese fa lo spazio sottostante la sopraelevata era abbandonato, calcinacci e sterpi. La stessa sorte che sembrava dovesse toccare a Answers, la sede pistoiese del gruppo Phonemedia. more…

Un interessante studio del Monte dei Paschi di Siena si occupa dei dati di produzione delle fonti rinnovabili.

L’ Italia si avvicina all’Europa nella produzione di energia pulita, ottenuta cioè da fonti rinnovabili come il vento, l’acqua  o il sole.

Lo afferma uno studio del Monte dei Paschi di Siena. La quota dei consumi  di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili passa in Italia dal 16,5% del 2008 al 17,6% stimato per il 2010. Non ancora in linea  gli con obiettivi europei, ma ci stiamo avvicinando.

Inoltre l`elettricità “verde” trova mille ritardi . Ad esempio con una sentenza del Consiglio di stato che, dando ragione al Tar Lombardia, ha annullato le tariffe decise dall`Autorità dell`energia a favore delle piccolissime centrali idroelettriche. Una sentenza però che potrebbe avere effetti sull`intera attività dell`Authority.

Qualche dato in piu’  sull`analisi del Monte dei Paschi. L`incidenza di eolico e biomasse sul totale dell`energia elettrica rinnovabile prodotta in Italia aumenta dal 4% del 2000 al 19% del 2008. E uno sviluppo non solamente fisiologico: lo impongono gli impegni europei. Aumenta  anche la quota del solare.

Con il 16,7% di quota di copertura della produzione rinnovabile sul fabbisogno lordo di elettricità, l`Italia occupa il settimo posto nella graduatoria dell`Europa dei  Quindici e «il Gestore dei servizi energetici – afferma il Monte dei Paschi -prevede per il 2010 un aumento della quota italiana al 17,6%, con l`annullamento del divario rispetto alla media».

Tra le regioni, sono più brave, in questo studio, quelle del Centro-Nord.

Valle d`Aosta e Trentino hanno una quota elevata  nell`idroelettrico.

Toscana e Molise coprono più del 28% dei loro consumi elettrici con le rinnovabili. Tuttavia i maggiori incrementi della quota di copertura sono al Sud (+4,8%) e in particolare in Molise (+13,5), Basilicata (+8) e Calabria (+7,6%).

La strada ovviamente da fare per avere una energia sempre più “pulita” è ovviamente ancora tanta.

Pomigliano D’Arco, famosa per gli stabilimenti Alfa Romeo, diventa  la città delle fonti di energia  rinnovabili. Continua la   realizzazione di un progetto iniziato dieci anni fa dalla giunta del sindaco Michele Chiazzo. Con il progetto di avere almeno  il 95% degli edifici pubblici alimentati a energia solare,  puntando anche a   impianti a oli vegetali per la produzione di energia elettrica.

Oggi sono già  4.000 i pannelli fotovoltaici installati su municipio, scuole elementari e aree parcheggio ( quasi 600 KW) e tre gli impianti di solare termico per la produzione dell’acqua calda installati sul campo da rugby e palestra di arti  marziali. Sono in realizzazione  gli impianti per l’energia elettrica da oli vegetali, di colza e jatropa.

E’ stato rinviato al 2011 l’obbligo di installare impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per gli edifici di nuova costruzione.

Si parla sempre di piu’ di energia alternativa e casa ecologica. Mentre n tutto il mondo, grazie anche ad appositi  incentivi, aumenta  l’utilizzo delle energie alternative, nel nostro paese nel maxi emendamento al Milleproroghe (Dl 194/2009) l’esecutivo ha introdotto una nuova proroga, al gennaio 20111,  all’obbligo di installare negli  edifici di nuova costruzione  impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

La norma era stata approvata con la Finanziaria 2008  dal governo Prodi. Prevedeva per tutte le nuove costruzioni, a partire dal  gennaio 2009, avrebbero dovuto essere alimentate, da fonti alternative, eloliche o fotovoltaiche.

Ciascuna unità abitativa avrebbe  dovuto garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW . Questo per rispettare le  normative europee in vigore e sottoscritte anche dal nostro Paese.

La casa ecologica, dunque, deve attendere. Oltre a questo rinvio, il decreto in questione ha disposto altre importanti proroghe in materia di leggi ambientali e in particolare sul riciclo dei rifiuti e sull’inquinamento dell’aria.